giovedì 21 aprile 2011

Post tecnico No.1: Tutto il giro dell'acqua a Fukushima

Ai potenziali lettori: questo post fa parte di una serie di scritti che raccolgono delle considerazioni tecniche postate sul blog unico-lab, in merito a svariati aspetti dell'incidente della centrale di Fukushima 1. La pubblicazione su giappopazzie viene fatta solo per comodita' di rielaborazione e per avere un backup delle quattro riflessioni raffazzonate che l'autore ha messo assieme in questo periodo e che, tutto sommato, vale la pena di rendere di pubblico dominio. Capisco che molti vorrebbero il ritorno al vecchio regime di post, ma al momento vi chiedo di pazientare (tranquilli, che almeno Luca da Osaka non vi dimentica).

Grazie per la comprensione.
mamoru
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Della stessa serie:
Post tecnico No.2: Quanta acqua ci sta nel contimento di un reattore di Fukushima?
Post Tecnico No.4: approfondimento sulla struttura del R3



prima pubblicazione 20 aprile 2011 (revisione del 23 aprile 2011)


Nota:
le planimetrie mostrate in seguito sono state ricostruite dall'autore, mediante una sorta di "patchwork", a partire da vari report ufficiali, rilasciati negli scorsi anni della TEPCO in concomitanza ad interventi di manutenzione e/o verifiche strutturali del comportamento degli edifici in caso di sisma. Sono stati presi tutti gli accorgimenti per eliminare eventuali deformazioni e rappresentazioni fuori scala dovute alla digitalizzazione degli originali all'atto della pubblicazione.
I progetti originali della centrale e dei singoli reattori non ci sono (ovviamente) disponibili, tuttavia i disegni trovati all'interno dei documenti reperiti sono concordi nel riportare molte dimensioni dei locali e, indirettamente, ci hanno permesso di avere svariate informazioni che ci tornano utili per fare i conti in tasca alla TEPCO ed avere un crosscheck indipendente dei dati da essa dichiarati.
Faccio inoltre notare che non sono specializzato in ingegneria nucleare pertanto potrebbero essere presenti nel testo delle inesattezze.


Introduzione originale di toto (unico-lab )

Quella dell'acqua contaminata è una delle più urgenti questioni che gli operatori TEPCO devono affrontare nel tentativo di rimettere sotto la situazione della centrale di Fukushima. Di acqua contaminata ce ne è veramente tanta: nei locali interrati degli edifici con le turbine, nelle gallerie tecniche che collegano i vari edifici per non parlare della possibilità ancora non completamente da escludere che ci sia acqua anche nei locali dei reattori ancora poco esplorati.
Lo scopo di questo post è quello di presentare alcune planimetrie che mamoru ci ha gentilmente commentato e tradotto dal giapponese e anche fatto più di qualche conto per stimare i volumi che l'acqua potrebbe aver inondato.



Analisi

Partiamo da una planimetria della parte delle centrale più vicina al mare e che copre i reattori dall'uno al quattro (da qui in avanti definiti con R1, R2, R3 e R4) .
Fig.1 planimetria generale R1~R4 - Centrale di Fukushima 1

La planimetria qui sopra (fig.1) e' basata su quanto rilasciato da TEPCO all'inizio del mese di aprile, per identificare la posizione del pozzetto lesionato che riversava a mare l'acqua proveniente dal R2.
Le evidenziazioni originali comprendono i canali tecnici segnati con tratto grosso in verde chiaro e con tratto fine in rosa fino al pozzetto individuato dalla cerchiatura tratteggiata in rosso.

A questa planimetria generale abbiamo sovrapposto, scalandola proporzionalmente, quella dell'intero complesso del reattore 3 ( locali turbina T/B e locale reattore R/B).
Osservando la conformazione e la posizione delle tubazioni di mandata dell'acqua di mare (indicate in verde scuro come "condotte intake acqua di mare") verso i condensatori dalle turbine, si nota una discreta somiglianza tra R2 e il R3 in termini di geometria e di posizione relativa rispetto al complesso dell'edificio turbine: questo potrebbe indicare una forte similitudine costruttiva e conseguentemente un possibile riutilizzo della stessa configurazione progettuale durante la rispettiva costruzione.

Sul R3 e' stata sovrapposta la planimetria del R/B e del T/B numero 3 ricavata dai documenti sopramenzionati: le proporzioni ed i confini degli edifici risultano compatibili e possiamo pertanto procedere.

La zona circondata di giallo e' disponibile qui sotto in dettaglio: si tratta del R3, ribadiamo che non è assolutamente detto che R2 e R4 siano uguali a R3, ma è lecito pensare che non siano molto differenti almeno per quanto riguarda le occupazioni volumetriche.
Nella planimetria e relativa sezione laterale trovate evidenziate le differenti elevazioni dell'edificio ed alcune quote ricavate direttamente dai disegni originali ed indirettamente mediante misurazioni e calcoli. E' inoltre disponibile una corrispondenza indicativa tra lo schema di funzionamento ed i componenti veri e propri displocati sull'impianto.
Trovate anche una rappresentazione in scala dell'autore per rendervi conto delle dimensioni dei manufatti.

Fig.2 planimetria e sezioni E-O N-S del R3 
Schema di funzionamento R2 - Centrale di Fukushima 1

Da notare come il complesso dei reattori da 1 a 4 sia posto su una altura a OP+10000 che significa 10000 mm (10 metri) sopra il piano di riferimento che, nel caso di Fukushima 1, e' stato posto in corrispondenza della superficie del mare in quiete. Ne consegue che i locali interrati non sono necessariamente ad un livello negativo e lo si vede bene dalla figura qui sotto riportata.

Fig.3 Dinamica dello tsunami su R1~R4 (elevazioni edifici) - Centrale di Fukushima 1

Al fine del calcolo dell'acqua presente in R2, da una analisi della planimetria di fig.2 possiamo definire 3 zone:
a) la camera di soppressione (S/P ossia la “ciambella azzurra”) appoggiata a OP -2060;
b) una zona (evidenziata in giallo)  posta a OP+1900 sulla quale sono alloggiati molti macchinari e servizi tecnici compresi i tristemente famosi gruppi elettrogeni diesel messi fuori uso dallo tsunami;
c) due zone (in verde chiaro) a OP -300: quella relativa alla sala quadri tra R3 e R4 (probabilmente in un'altra posizione nel complesso di edifici tra R1 e R2) e quella sotto ai condensatori in uscita dalla turbina.

La seconda zona del punto c) risulta essere una fossa “sprofondata” a OP -300 (detta "condenser pit") che potrebbe essere stata riempita completamente dall’acqua fino a OP+1900 (il pavimento della zona in giallo) per un totale immerso di 2200 mm; oltre questa elevazione il volume di acqua potrebbe essere presente sull’intera superficie del piano interrato (a meno della presenza di compartimenti stagni), nonche’ in pozzetti, cunicoli o cisterne interrate di servizio.
Per poter completare l'ipotesi di calcolo (sempre ipotizzando che i T/B di R2 e R3 siano basati sullo stesso layout) occorre aggiungere l’ormai quasi certo allagamento dell’ultimo piano interrato del R/B (OP -2060) causato dal probabile danneggiamento della S/P del R2 durante gli sfiati di emergenza dello scorso mese che causarono il crollo vistosto della struttura di copertura per R1, R3 e R4

Per ricavare il possibile livello effettivo all'interno del T/B del R2, occorre tornare al di fuori dai locali, verso il mare. Nel disegno tecnico seguente (fig.4,5) vediamo la sezione laterale e le elevazioni del pozzetto del R2 da cui fuoriusciva acqua altamente contaminata all'inizio del mese di aprile: l'immagine (fonte Tepco) ci dice che la superficie del liquido del pozzetto era all'incirca a OP+3000.


Fig.4 Pozzetto R2 e canalizzazioni con perdita acqua - Centrale di Fukushima 1
 
 
Fig.5 Intervento di arresto della perdita su pozzetto R2 - Centrale di Fukushima 1

Questo valore si e’ modificato nel corso del tempo ed lo possiamo stimare, al 20 aprile 2011, a  +3200 circa, ovvero 80cm dal bordo superiore del pozzetto stesso.
Su questa base possiamo calcolare il volume di acqua complessivo nel R2 (sottratta una ipotetica percentuale di volume di murature e macchinari non occupabile dall’acqua):












R2
Totale
m³
22.100
1 Fossa condensatori
da OP-300 a OP+1900
1.430
m³
3.146
2 Piano interrato
da OP+1900 a OP+3200
6.650
m³
8.645
2.1 5% Pieni su 2
-333
m³
-432
3 S/P da OP-2060 a OP+3200
2.520
m³
13.255
3.1 Pieno centrale S/P Ø23.5 m
-434
m³
-2.195
3.2 Altri pieni 2,5% su 3
-63
m³
-319

Ne risultano 22.000 m3 (tonnellate) di acqua piu’ eventuali cunicoli esterni, pozzetti e altre volumetrie sommerse difficilmente individuabili sui disegni in nostro possesso. Senza contare le condotte dell'acqua di mare ed i relativi cunicoli interrati in cui potrebbe trafilare acqua dalla condenser pit del T/B. Tale valore e’ compatibile con la stima di 25.000 tonnellate fatta da Tepco.


La dinamica di accumulo che possiamo ipotizzare e’ questa: da una falla apertasi nella S/P si riversa alla base dell’edificio reattore R2 una parte dell’acqua fatta circolare nelle tubazioni che entrano ed escono dal dry well (probabilmente a causa di rotture singole o multiple). Questa parte dell'interrato dell'edificio reattore potrebbe essere sommersa da 5 metri di acqua che, in qualche modo, si sono infiltrati nella parete di cemento che la separa dall’interrato del locale turbine.
 Il perche' vi sia un flusso di acqua costante potrebbe essere spiegato con una tubazione o un complesso di tubazioni danneggiate che causano un travaso di acqua dal Reactor Pressure Vessel (RPV in cui e' contenute le barre di combustibile) all'interno del Dry Well (D/W, il contenimento esterno che ingloba il RPV) e da qui alla S/P e successivamente l’acqua si e’ infiltrata nel T/B e si e' poi fatta strada fino al mare travasandosi e spostandosi attraverso delle canalizzazioni e dei pozzetti interrati utilizzati normalmente per il passaggio di cavi elettrici e altre tubazioni di servizio, oltre che attraverso i canali interrati delle condotte di mandata dell'acqua di mare.

Nell'impossibilità di rimuove completamente l'acqua e di turare la falla, TEPCO sta pensando di installare un sistema di raffreddamento nuovo con scambiatori di calore e pompe all'esterno dei locali turbine e una serie di filtri per far ri-circolare l'acqua che esce dalla vasca di soppressione in un circuito chiuso (vedi immagine).








Per il momento, nell'attesa che vengano installate queste nuove attrezzature bisogna trasferire l'acqua dai locali tecnici a sistemi per il loro stoccaggio temporaneo, come ad esempio l'impianto di trattamento acque della centrale (30.000 t), i serbatoi provvisori (27.000 t) e successivamente la chiatta megafloat (10.000 t). Mettendo insieme tutta questa acqua contaminata, TEPCO dice di avere necessità movimentare e di stoccare 67.500 t. 


Questo era il piano di trasferimento iniziale:
 

Questo il piu' recente:
 

Inoltre dal giorno 11 aprile e' cominciato il dispiegamento delle "Silt fence", delle barriere marine che dovrebbero essere in gradi di mitigare la dispersione in acqua di inquinanti radioattivi.
La loro collocazione e' illustrata dalla fotografia aerea sotto riportata.

Displocazione delle Silt fence



Inoltre il personale in centrale provvede a dispersione periodica di zeolite di fronte alle bocche di presa dell'acqua dei quattro reattori. Chiaramente non si tratta di soluzioni, bensi' di interventi di contenimento.

In prospettiva futura Areva, la multinazionale francese dell'energia (nonche' attuale partner e fornitore di combustibile MOX per il Giappone), si e' aggiudicata l'appalto per il trattamento delle acque contaminate e la costruzione di un impianto di depurazione direttamente on-site.

Come segnalato da alcuni lettori e' stata pubblicata la notizia (qui ad esempio) di un ricercatore giapponese che, in collaborazione con una azienda che si occupa di depurazione, avrebbe sviluppato un particolare composto in grado di velocizzare la depurazione delle acque da Iodio e Cesio.
Tuttavia il prodotto pare essere una variante dei comuni flocculanti utilizzati nel trattamento delle acque industriali, sistema che, probabilmente, utilizzera' anche Areva.

In pratica (e molto a grandi linee visto che conosco l'argomento solo per "convivenza" professionale) nel trattamento delle acque industriali, dopo aver neutralizzato il neutralizzabile e catturato con le colonne di resine a scambio ionico, lo scopo e' quello di aggregare gli inquinanti in una sorta di "fiocchi" mediante degli additivi chiamati flocculanti e di farli precipitare in grossi recipienti in modo da separarli dall'acqua "pulita", questo processo (decantazione) viene ripetuto in un secondo contenitore (ispessitore) e i "fanghi" sul fondo di questultimo vengono pompati in una filtropressa che, compattandoli, ne estrae l'acqua ancora presente. Cio' che resta e' una "cake", ossia una mattonella di fango industriale semicompatta che va poi smaltita in apposite discariche.
Se si vuole ottenere una maggiore purezza si possono aggiungere degli evaporatori al processo.

Questi impianti li si utilizza comunemente anche per i processi industriali con scarichi piuttosto pesanti come nel settore delle galvaniche (cianuro, arsenico, cromo) e dei trattamenti superficiali in genere; in paesi come la Federazione Russa, che ha dei limiti di scarico industriale molto ristretti (rispetto all'Italia impongono di scaricare quasi acqua potabile), si utilizza anche il cosiddetto "scarico zero".

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giovedì 14 aprile 2011

Chi viene alla svendita aziendale?


La mia ditta periodicamente permette ai dipendenti di invitare amici e parenti alle svendite per soli dipendenti.
Chi vuole venire?
La data e` il 23 aprile ecco i dati qui sotto.
(Per entrare vi serve la cartolina di invito.)

Uccido chiunque dica quale e` la ditta, ho cancellato il nome ma molti capiranno subito quale ditta e`. Ripeto niente nomi nei commenti.

mercoledì 13 aprile 2011

Non ci posso credere bastoncini Radioattivi???

Sappiamo gia bene che i nostri parlamentari sono abbastanza rincoglioniti, basta vedere tutte le richieste idiote che fanno, per esempio un interrogazione parlamentare sulle scie chimiche ne e` un esempio.

Ora abbiamo questa boiata con questo titolo:
La denuncia shock: “Cibo surgelato radioattivo in arrivo dal Giappone tramite la camorra”
(Link non voluto per non dare notorieta al sito)

Ora voi che ne pensate?..........

Questo articolo  e` proprio l` esempio di allarmismo che avevo paura di vedere. Gia il Giappone e` nella cacca e ora anche queste cose che danneggeranno un economia irreparabilmente.
Ho visto anche dei controlli sul cibo per cani.
Spero che la prossima volta che delle mozzarelle alla Diossina arrivano sul mercato giapponese invece di fare i dovuti controllo sui prodotti provenienti dalle zone incriminate e dalle aziende incriminate il Giappone provveda bloccare tutte ma proprio tutte le importazioni dall` Italia.

Secondo voi a quando i controlli sulle macchine giapponesi costruite in Turchia????

Ci sono dei rischi nessuno lo nega ma cribbio qui stiamo rasentando l` idiozia.


domenica 10 aprile 2011

Vogliamo e pretendiamo "la testa" di Visetti - upd 03

.
IL SITO DELL'AMBASCIATA GIAPPONESE IN ROMA http://www.it.emb-japan.go.jp/ DOVE SONO SPIEGATE LE MODALITA' PER DONARE DENARO A FAVORE DELLA CROCE ROSSA JP E DELLA POPOLAZIONE COLPITA.
Donazioni via Web http://www.google.co.jp/intl/en/crisisresponse/japanquake2011.html
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Joint post di Luca da Osaka e mamoru.

Se volete collaborare a questo fact-check potete farlo nei commenti ed integreremo il nostro post dopo aver a nostra volta confermato le segnalazioni. Se quanto segue dovesse rivelarsi vero il titolo del post e' il minimo che ci aspettiamo, oltre alle dovute scuse ai giapponesi.

Andiamo ora a pubblicare le prime impressioni sul pacato articolo apparso su Repubblica il giorno 09/04/2011, del loro inviato Giampaolo Visetti da Ishinomaki, gentilmente segnalatoci dalla nostra amica Hiroshima mon amour. L'articolo in questione lo potete scaricare direttamente dalla rassegna stampa della Camera dei deputati qui oppure qui o qui.

Pubblichiamo i primi riscontri dividendoli in categorie che aggiorneremo man mano.

Cominciamo delle cose piccole e poi ci allargheremo.

1- Le basi
Entra nella storia come il «Grande sisma Tohoku del Nordest» e lascia 400 mila individui che non sanno come e dove vivere

No.
Ci dispiace, ma il sisma e' stato chiamato 東日本大震災 higashi nihon daijinsai - grande sisma del giappone orientale e 東北地方太平洋沖地震 touhoku chihou taiheiyou oki jishin - Terremoto della costa dell'oceano Pacifico e della regione del Tohoku (letteralmente "nord est").
Ormai non le perdoniamo piu' nulla.

2- Gli intervistati
Abbiamo individuato nell'articolo una serie di persone che pare siano state intervistate dall'inviato Visetti. A seguire troverete quelle che riteniamo essere le stesse persone, ma in interviste apparse su testate giornalistiche diverse da Repubblica. I casi sono due: o sono tutti omonimi che fanno gli stessi lavori ed abitano nelle stesse citta' (e allora perche' tutti a intervistare le stesse identiche persone?) oppure qualcuno ci sta coglionando...
dopo la fregnaccia di Futoshi Toba (e tutte le altre che ci siamo dovuti ingoiare) o ci date le fonti primarie o non vi crediamo piu'.


La bambina morta di sete:
«Oggi esibiamo ordine e organizzazione - dice Hiromi Onodera, madre di una bambina di tre mesi uccisa dalla sete a Nobiru - ma fino a ieri s´è badato a stabilizzare la Borsa. Forse è il momento di smetterla di inchinarsi e di chiedere scusa».

http://robgilhooly.photoshelter.com/gallery-image/JAPAN-EARTHQUAKE-2011/G0000yDG6JxqEqG4/I0000mmZJY1o4tlA
Kenji Onodera (35) and his wife Hiromi (40), look at items salvaged from a temple badly damaged by the March 11 quake and tsunamis in Nobiru, Miyagi Prefecture, Japan on 25 March 20011. Hiromi was nearly swept away by the megatsunami that wrecked the community, in the process losing their 3-month-old daughter, Yume, who she had been holding, but lost due to the force of the wave.

e

http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/nn20110401f3.html
In Nobiru, a coastal village that falls under the jurisdiction of the city of Higashimatsushima, Miyagi Prefecture, Hiromi Onodera and her husband, Kenji, were adamant they would not return to their home, which was completely flattened by the tsunami.
"My father was born here and has lived here for 70 years, but even he is scared to come back," said Onodera, 40, who lost her 3-month-old daughter, Yume, when the force of the tsunami washed them away.

La figlia di 3 mesi di Hiromi Onodera di Nobiru le fu strappata via dalle onde e anche la madre rischio' di morire....
Ci chiediamo: omonimia, stessa citta' e stessa eta' della figlia??
Annegamento o morta di sete?

La geisha di 84 anni di Kamaishi:
Tsukaito Ito, 84 anni, ultima geisha di Kamaishi, dice che «lo tsunami è una bocca spalancata, che inghiotte tutto ma che poi si chiude». Alle 14.46 dell´11 marzo si stava imbiancando per lo spettacolo nel ryotei Saiwairo. E´ stata salvata da un ammiratore. Si è ricordata che è l´unica, nella prefettura di Iwate, a ricordi fare la canzone che si dedicava ai giovani samurai in partenza per la battaglia. La signora Tsukaito, raccolta nel fango per la grazia della sua storia, qui resta una bellezza ricercata. Suonerà ancora lo "shamizen" e tornerà a danzare, come sempre, fino alla fine.

http://www.nytimes.com/2011/04/05/world/asia/05geisha.html?_r=1&pagewanted=all

“My grandmother said that a tsunami is like a wide-open mouth that swallows everything in its path,” Ms. Ito said from a local hospital where she was being treated for asthma, “so that victory comes to those who run away as fast as possible.”
She had already put on the white split-toe socks she would wear with her kimono and was preparing to put her hair up.
As it turned out, after a wall in her house collapsed and she slowly moved to flee, Hiroyuki Maruki, 59, a sake store owner and the president of a group dedicated to preserving an old melody called “Kamaishi Seashore Song,” came by looking for her. “She is the only one who knows how to sing that song,” Mr. Maruki said. As Mr. Maruki carried Ms. Ito up a hill, she recalled “feeling the soft warmth of his back.”

Copia incolla e pseudo riassunto dal New York Times del 5/4?
(Per chi fosse interessato e' shamisen non shamizen).

Il fabbricante di tatami a Taro:
«Quando tirano l´imperatore fuori dal sarcofago - dice Ryuiu Yamamoto, fabbricante di tatami a Taro - significa che siamo nei guai». In verità dice «il vecchio» e «siamo nella merda» e la rara scurrilità sottolinea la rabbia ed il disprezzo nuovi delle vittime verso una nomenclatura concentrata sugli interessi finanziari, piuttosto che sulle condizioni delle persone.

Ora che un giapponese parli cosi' dell'imperatore, mettendoci nome e cognome, un poco mi puzza. Mi puzza ancora di piu' visto che Normimotsu Onishi sul New York Times intervisto' (02/04) un tale Ryuji (con la j non la i) Yamamoto, fabbricante di tatami a Taro...

http://www.nytimes.com/2011/04/02/world/asia/02wall.html?pagewanted=all

Anche qui:
Possiamo fidarci di quanto riportato, o ha calcato la mano?
Perche' e' andato a cercare la stessa persona del NYT? scambio di fonti??

Il panettiere Yuko Shida di Ofunato:
Chi si sente vivo, pure se orgogliosamente reduce da tre o quattrotsunami, resta sconvolto dal terrore della marea, o dal presentimento di ricostruire per la prossima apocalisse. «Muraglie frangiflutti e cemento antisismico non bastano - dice Yuko Shida, panettiere di Ofunato - Nessuno può più imbrogliarci». Anche la fede nel mito dei propri primati, il complesso dell´invincibilità, risultano demoliti.

Anche qui sul blog di Time c'e' l'intervista (05/04) alla signora Yuko Shida di Ofunato, proprietaria col marito di una panetteria:
http://www.time.com/time/world/article/0,8599,2063324,00.html

Ma niente critiche al cemento o al frangionde, quelli del Time si son fatti scappare lo scoop...

3- I dati
Dentro i trenta chilometri off-limits di Fukushima la popolazione è abbandonata, chiusa nelle abitazioni sbarrate dall´esterno, esposta alle esalazioni atomiche e circondata da 2453 cadaveri putrefatti che nessuno vuole recuperare.

Sbarrate dall'esterno, forse neanche nell'Unione Sovietica....se ripensiamo ai militari che andavano a ripescare la vecchietta vicino alla centrale che non voleva andarsene di casa.
Altro che sprangargli la casa: CHI e DOVE ha chiuso in casa questa gente dall'esterno?
Vogliamo le prove.




Inoltre 2453 e' una cifra troppo precisa per cosi' tanti cadaveri in putrefazione all'aperto.
Noi l'abbiamo trovata in 2 articoli:

http://www.japantoday.com/category/national/view/search-for-missing-launched-in-10-20-km-zone-from-nuclear-plant

e

http://www.nikkei.com/news/category/article/g=96958A9C93819695E2E5E2E1908DE2E5E2E6E0E2E3E39191E3E2E2E2;at=ALL

ma li si parla di 2453 scomparsi (il 60% di quelli dell'intera prefettura) che la polizia sta cercando nella zona e non e' detto che siano tutti sulla terra ferma a marcire, potrebbero anche essere inghiottiti dal mare o scappati o sotto le macerie. L'affermazione e' perentoria e il minimo sarebbe dare una fonte che dimostri che ci sono tutti quei cadaveri e che nessuno li va a prendere: se invece e' una illazione va detto chiaramente.

Poi, perche' questo reporter giapponese, che si e' spinto fino alla centrale il 03/04 non ne ha trovati di morti in giro?
Un altro che si e' perso il facile scoop?
Se Visetti ha le foto le faccia vedere (anche censurate).



Il 14/04, 5 giorni dopo "l'articolo-denuncia" del Visetti, puntualmente arriva l'operazione di ricerca di massa messa in campo dalla polizia giapponese, con tanto di recupero delle salme. Sia chiaro che non e' la prima volta che cercano i corpi in quella zona, ma si tratta della prima operazione su vasta scala.



I numeri incalcolabili dell´epopea collettiva: 28 mila vittime, 600 mila sfollati, 30 milioni di tonnellate di detriti, 200 miliardi di euro di danni, Pil nazionale tra meno 3% e meno 5%, dieci anni per ricostruire. Narrare la catastrofe dona un sollievo misterioso, guarisce la fatica di fughe senza fine, ma contribuisce a motivare la scelta della maggioranza: andare via.

[...] lascia 400 mila individui che non sanno come e dove vivere, migliaia di orfani e di ragazzi tentati di non credere che i sogni sono più veri degli incubi, un popolo minacciato da una tecnologia ingovernabile che non osa mettere in discussione, dopo che l´ha sterminato nel 1945 e riscattato nel dopoguerra.

[...] L´onda alta 34 metri, i tremori e gli allarmi continui, si apprestano però a ridistribuire la popolazione sul territorio, riportandola all´interno e in quota, come secoli fa.

A parte l'ossimoro dei "numeri incalcolabili" o sono 600 mila o sono 400 mila 'sti poveri sfollati, almeno un poco di coerenza nell'articolo. Se non sa le cifre esatte faccia come altri giornali e scriva "decine di migliaia", non ha senso dare due cifre cosi' distanti per la stessa cosa.
Attualmente ci sono 150.000 giapponesi sfollati in svariate prefetture (fonte NPA).

Poi cosa vuol dire con la storia della tecnologia?
A prescindere da come la si possa pensare sul nucleare, glielo dice qualcuno che un reattore nucleare non e' una bomba atomica? Perche' fare un parallelismo forzato?

Riferito all'articolo con la storia della Shida troviamo:
When the 98-foot tsunami started spilling into Ofunato, Shida dashed up a nearby hill, the water licking at her heels.

Ora 98 piedi = 29 metri, ma se si arrotonda a 100 e si considera circa 3 ft = 1 m fa 33,3m che arrotondato (per eccesso ovviamente) si arriva a 34 m...ma forse e' una coincidenza.

Sempre nello stesso articolo del Time troviamo:

"The Kobe earthquake in 1995 generated 20 million tons of debris over an area of 50km," says Kyoto University environmental engineering professor Nagahisa Hirayama. "Here we are talking of nearly 27 million tons over 500 kilometers."

Da 27 a 30 milioni di tonnellate il passo e' breve....
Quel articolo e' stato usato come fonte?


4- I fatti
E´ l´ultimo scandalo della lezione sprecata di Fukushima. Migliaia di tonnellate di acqua radioattiva scaricata nel mare, pesce e pioggia tossici, senza confini. Cesio, iodio e plutonio si aggiungono a equipaggi, flotte e porti distrutti. Nessuno, nemmeno nella Tokyo snob e fatalista, si fida più del pescato. La tragedia dell´acqua contaminata è una vergogna globale incredibilmente accettata. Prelude alla fine della civiltà peschereccia del Nordest e ad uno sconvolgimento alimentare, ma conclude in particolare la parabola della classe dirigente nazionale.

Qui siamo d'accordo che e' uno schifo, ma sarebbe corretto dire anche cosa ci sta dietro perche' detta cosi' sembra sia una cosa fatta per dispetto.

Sui blog ne stiamo discutendo da giorni di questa strategia da Tepco: svuotare i tanks dall'acqua a bassa contaminazione* per pomparci dentro l'acqua altamente contaminata che allaga i locali tecnici, in modo da potervi accedere, ripristinare gli impianti e verificare la fonte delle perdite.
Purtroppo e' il male minore, ma e' l'alternativa a versare acqua altamente inquinata come quella che fuoriusciva dalla crepa del pozzetto in cemento che hanno tappato giorni fa.





Ma questa parte e' giusto ometterla.

* Se lei invece ha le analisi isotopiche complete delle 11500 tonnellate finora scaricate che dimostrano il contrario di quanto dichiarato ce lo faccia sapere (citando la fonte e mostrandoci i numeri con cobalto, uranio e plutonio) e le daremo ascolto. Dirlo e basta non lo rende automaticamente reale (nonostante qualcuno lo speri).

[..] I reattori di Fukushima sono esplosi perché s´è tentato di tutelare gli investimenti privati nella centrale. La radioattività resta avvolta nella reticenza per prolungare la crisi del governo.

Premesso che non siamo gli avvocati difensori della Tepco (ne tantomeno vogliamo esserlo), sul cui comportamento abbiamo delle forti riserve e dubbi, ci permettiamo di chiederle da dove trae queste sue certezze. A quanto abbiamo visto e dati alla mano nel momento in cui hanno perso il raffreddamento i reattori erano condannati.

Reattore 1:
11/03 ore 14:46 Arresto per sisma
11/03 ore 15:42 Perdita completa di alimentazione
11/03 ore 16:36 perdita della capacita' di raffreddamento di emergenza
12/03 ore 01:20 aumento di pressione anomalo > 10:17 sfiato > 15:36 esplosione
12/03 ore 20:20 iniezione acqua di mare e boro (reattore da buttare)
Reattore 2 :
14/03 ore 13:25 perdita della capacita' di raffreddamento
14/03 ore 16:34 iniezione acqua di mare (reattore da buttare)
Reattore 3 :
13/03 ore 5:10 perdita della capacita' di raffreddamento
13/03 ore 13:12 iniezione acqua di mare e boro (reattore da buttare)
Reattore 4 : era vuoto al momento del sisma, il problema si e' verificato nella vasca esterna per mancanza totale di raffreddamento.
Reattore 5,6 : attualmente in raffreddamento

Un problema e' che ci sono delle logiche di progettazione (da considerarsi obsolete anche per impianti non nucleari oramai) contro le quali il personale probabilmente poteva fare ben poco. Le esplosioni fotocopia sono un indizio di debolezza sistematica.
Su Kashiwazaki nel 2008 IAEA aveva pubblicato 3 volumi da 200 pag. cad. con l'analisi di quanto accaduto in centrale al tempo, ma ci volle 1 anno per analizzare tutto quanto e trarne delle conclusioni. Riguardo a Fukushima quanto sia stato dovuto a panico, a impreparazione o dolo, penso sia presto per stabilirlo. Va da se che il gestore dell'impianto ne dovra' rispondere appieno.

Se proprio voleva scrivere qualcosa di certo poteva citare la scarsa attenzione di Tepco ad assicurare adeguate misure di radioprotezione ai lavoratori on site (dosimetri e tute adeguate in primis), leggerezza per la quale sono stati richiamati. Ovviamente la data dell'articolo non la ha permesso di dire che adesso stanno usando bulldozzer e scavatori pilotati da remoto (senza personale) per sgombrare la zona dei detriti delle esplosioni e dello tsunami, salvaguardando il personale da inutili periodi di esposizione.


Centinaia di sopravvissuti al sisma sono morti perché leggi-truffa hanno impedito per giorni di distribuire viveri, medicine e coperte, di percorrere strade, di ridurre le scorte di carburante, di scongiurare black-out, o di atterrare agli elicotteri.

110315-N-IC111-121 -Per i credits vedere il link sotto

NORTHERN JAPAN (Mar. 15, 2011) – Naval Air Crewman 2nd Class Zack DelCorte, assigned to the Black Knights of Helicopter Anti-Submarine Squadron (HS) 4, currently embarked with the aircraft carrier USS Ronald Reagan (CVN 76), hands bottled water to a Japanese citizen at a coastal Japanese city affected by the tsunami caused by a 9.0 magnitude earthquake. Ships and aircraft from the Ronald Reagan Strike Group are conducting Search and Rescue (SAR) operations and resupply missions throughout northern Japan’s affected areas. Ronald Reagan is off the coastline of Japan to provide disaster relief and humanitarian assistance to Japan as directed in support of Operation Tomodachi. (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 3rd Class Kevin B. Gray/Released)

Non diciamo che tutto sia andato tutto al meglio, si puo' sempre fare di piu', ma se considerate che il sisma e' stato l'11/03 e il 12/03 c'era l'esercito USA con gli elicotteri, la flotta di stanza in Giappone ed i mezzi anfibi sul posto...anche qui gradirremmo apporofondire le affermazioni fatte con fatti circostanziati anziche' generalizzazioni.

Ma almeno Repubblica ha accennato (non dico parlato) all' "Operazione Tomodachi"?(archivio fotografico su Flickr qui)


In vaste zone sono tornati elettricità, telefono, un po´ di acqua ufficialmente potabile e qualcosa di commestibile. Non si muore più di freddo e a decine hanno contratto il tifo.

Le malattie infettive come il tifo devono essere riportate all'istituto nazionale per le malattie infettive che hosta un rendiconto della situazione sanitaria sul proprio sito web.
I casi di infezione finora correlati con il sisma sono stati:

Legionella e Teatano al 05/04, altri potrebbero essere diagnosticati nei prossimi giorni, ma non credo nelle doti divintatorie dell'articolo; che probabilmente si riferiva allo tsutsugamushi (Scrub Typhus), citato dall'agenzia Jiji press il 05/04, dove si ipotizza la possibile diffusione della malattia nelle zone colpite dallo tsunami e consiglia di stare in guardia contro le punture di tsutsugamushi.

Qui si parla di una persona che avrebbe contratto la malattia prima del sisma.
Dove sono le decine di casi di persone ammalate di tifo?
Perche' non le ha segnalate alle autorita'?

Il sacrificio dei kamikaze di Fukushima commuove il Paese e rincuora il cinismo del mondo. Ma a Onagawa 360 sfollati vivono tra i reattori di una centrale in crisi ufficialmente spenta, convinti che le turbine protette dal cemento armato siano il solo luogo sicuro della nazione.
- Acqua radioattiva a Onagawa quattro morti per l'ultima scossa.-
[...] La piu' grave si e' verificata nella centrale di Onagawa, prefettura di Miyagi, dove il black-out elettrico ha causato una perdita di acqua radioattiva da tutti e tre i reattori.[...]

Al cinismo del mondo contribuiscono articoli come quello che stiamo commentando.
Gli sfollati di Onagawa trovarono rifugio nel precinto della centrale, piu' precisamente nella palestra: non nel locale turbine come sembra dare ad intendere il passaggio citato qui sopra.
Inizialmente in 360, gia' il 26/03 gli ospiti della struttura erano calati a 240, in pratica dopo aver trovato rifugio nel centro pubbliche relazioni, la Tohoku-Epco (il gestore) decise di concedergli accesso offrendo poi acqua, servizi igienici, linee telefoniche e lo spazio della palestra per pernottare. La centrale non e' "ufficialmente spenta" (affascinante il cospirazionismo di fondo della frase) bensi' in SCRAM, come spiegammo post addietro. Qualcuno poi dovrebbe dirci come si collega il black-out (parziale) alla perdita di acqua, che non si e' verificata "dai reattori", bensi' da una delle vasche del combustibile. E per un semplice motivo: quando la terra trema in una piscina piena di acqua si formano delle onde, tanto piu' trema (M7.1 in questo caso) tanto piu' le onde saranno alte e se superano i muretti di contenimento allora il liquido tracima all'esterno. La perdita e' stata tuttavia limitata (pochi litri) alla zona controllata e successivamente sono state compiute operazioni di ripulitura (fonte report ispezione NISA).
Rapporto boiate/riga = 1

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(il post puo' e sara' soggetto ad approfondimenti e variazioni)
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