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mercoledì 11 settembre 2013

Storie che non sai come vanno a finire

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Ai nuovi e vecchi lettori: ricordo che i post marchiati con il "bollino di qualità' "(lol) sono quelli curati da mamoru, gentilmente ospitati dal padrone di casa, Luca da Osaka, pertanto esonerato da qualunque paternita' dello sbrocco sottostante.

E' una mattina come tante altre.

Mi reco alla vicina stazione a prendere il treno con le solite cantilene di merdosissimi insetti a fare da sottofondo alla camminata... che poi ci saranno quelli che ti dicono che sono romantiche, fanno compagnia e ti aiutano a non alienarti nella vita di citta'.

Ecco. A costoro dico: svegliatevi la mattina e trovatevi il romantico insetto (che qua e' grosso come mezzo pugno) attaccato al soffitto della stanza e poi mi dite cosa ne pensate. E credo che anche il vicinato giapponese concordi e condivida con me la fobia paranoica per gli insetti: lo deduco dal fatto che il supermercato all'angolo ha almeno due scaffali e mezzo (su una dozzina) dedicati ad insetticidi, trappole, polveri, spray anti acari etc.
Gia', quelle belle bombolette di insetticida pressurizzate col GPL che quando spruzzi ti sembra di stare in una stazione di servizio.
Ma questa e' un'altra storia.

Dicevo, mi incammino verso la stazione ed eccomi al simpatico cantiere che alle 7 di matttina fa un casino che lo sento a 500m di distanza in mezzo alle case  con le finestre chiuse. A quel punto incontro i soliti salary man che si trascinano stancamente e le solite mamme in sella a biciclette che paiono dei camper da tanto sono caricate con seggiolini multipli per figli, cestini anteriore e posteriore per la spesa, portaombrello, borsa etc. e dall'altro lato il solito vecchio col van parcheggiato a bordo strada, che mi pare faccia un servizio di trasporto disabili: mentre si tira avidamente una sigaretta, passa il piumino delle polveri su tutta la carrozzeria del veicolo. E mi immagino che quel piumino non sia mai stato (ne' mai verra') lavato e sara' carico delle peggio cose, come nella migliore tradizione di finte pulizie nipponiche.
Al ribrezzo che mi scatena tale pensiero mi volto e tiro diritto.


Diritto verso i vecchi rompipalle del parcheggio del department store: una squadriglia di 4/5 rimbambiti a cui hanno affidato un lavoro finto tanto per fargli fare qualcosa e che si mettono platealmente a smistare il traffico in entrata ed in uscita dal parcheggio dell'edificio fermando i pedoni sul marciapiede e mettendosi in mezzo alla strada con le loro palette luminose e le pettorine illuminate a led, ripetendo in continuazione le solite finte scuse, ringraziamenti ed inchini.
Poi arrivera' sera, loro andranno a casa e le macchine continueranno ad entrare e uscire come se nulla fosse e senza il benche' minimo problema anche senza di loro.

E tutte le volte penso: 1 milione di posti di lavoro. 

Comunque tanto mi basta per evitarli stando sul marciapiede opposto; in fondo posso attraversare piu' avanti al secondo incrocio, mentre il primo passaggio pedonale mi tocca farmelo lo stesso e, indipendentemente dalla direzione di attraversamento, presenta il solito inconveniente di quelli che passano col rosso: normalmente dementi alla guida di quelle scatolette che si ostinano a chiamare "automobili leggere"* e meno male che tutti i semafori dell'incrocio sono ritardati di quel paio di secondi che aiutano ad evitare gli incidenti.
Tuttavia, come pedoni, e' sempre meglio guardare prima di attraversare, anche col semaforo pedonale verde, dato che se non c'e' l'imbecille in macchina che passa col rosso c'e' immancabilmente quello in bicicletta che ha fretta.
Ma anche questa e' un'altra storia.

Proseguendo sul marciapiede arrivo all'incrocio piu' grande, quello dove si inizia a vedere il piccolo fiume di gente che va e viene dalla stazione: ci sono quelli in fila che prendono i bus, i vecchi con problemi di deambulazione che bloccano mezzo marciapiede, gli studenti che vanno a scuola a piedi e in bici (sul marciapiede ovviamente) e la carne da macello da ufficio che si muove tristemente senza espressione alcuna verso un'altra giornata di noia e fancazzismo che li costringera' a fermarsi fino a tarda ora.

Finalmente attraverso e vedo anche la finta guardia giurata del centro commerciale, un altro vecchio in divisa che tutte le mattine toglie le catene che transennano il porticato durante l'orario di chiusura, per poi rimetterle la sera.
E cosi' fa tutti i giorni: metti le catene, togli le catene... il tutto mentre l'altra vecchia spazza il marciapiede antistante dalle foglie.

E tutte le volte penso: un paese di vecchi.
Meno male che tra meno di 100 anni i giapponesi saranno tutti estinti e nessuno ci pensera' piu'.
Ma anche questa e' un'altra storia.

Continuo sul marciapiede e incrementa il flusso di persone che escono dalla stazione, ci sono i piccoli delle elementari, quelli delle medie e le superiori. Per le ragazze si capisce che classe fanno dalla lunghezza della gonna: proporzione inversa.
Queste che ridacchiano (le uniche in mezzo ad un mare di inespressivita' e silenzio) probabilemente sono alla fine delle medie: ecco, brave ridete che tanto tra qualche hanno vi sarete prostituite per 10,000 yen (tutte e due assieme) al vecchio dietro di voi, quello col riporto unto fatto con un ciuffo di 30 cm che va da una parte all'altra del capo; il quale magari ha pure la moglie arpia che non gliela da' dal 1986 e che rischiera' la galera pur di portarvi in un sordido love hotel da 2800 Yen per 3 ore e farsi pure un bel filmatino ricordo.

Filmato che finira' su internet, al che verrete sputtanate entrambe su 2channel dai simpatici netizen nipponici, nonche' perculate dai compagni di classe e quando ve ne accorgerete non vi restera' che una immensa vergogna, per voi e la vostra famiglia e deciderete di suicidarvi, come del resto fanno i vostri connazionali al ritmo di 1 ogni 15 minuti.
Ma anche questa e' un'altra storia.

Cosi' passo davanti al Koban e guardo le solite noiose statistiche cittadine: almeno oggi c'e' scappato il morto, finalmente qualcosa di interessante.

Ecco la stazione, ci siamo quasi.

Stamattina non c'e' la svendita della forneria, infatti non vedo il commesso col ridicolo cappello da chef fatto di carta col suo demente banchetto.
Roba che il mese scorso con il caldo e l'umidita' soffocanti era una maschera di sudore, sudore che finiva irrimediabilmente sui croissant esposti che ovviamente nessuno voleva.

In compenso c'e' il solito comizio: chi sara' stamattina? Partito democratico? i verdi che e' un po' che non si sentono? Liberal democratici?
Ah stamattina c'e' il partito comunista col tipo che farfuglia, nella completa indifferenza generale, sull'articolo 9 della costituzione.
Ma anche questa e' un'altra storia.

E c'e' pure quello delle lenti a contatto con gli immancabili sconti che nessuno vuole e mi chiedo sempre quanto possa fatturare mensilmente un posto del genere.
Ma in fondo chissenefrega, sono nell'androne della stazione.

Apparentemente tutto come al solito: la stazione taglia l'abitato trasversalmente e hanno messo dei birilli di plastica e dei cartelli dato che alcuni prendono una comoda scorciatoia passando dentro la stazione in bicicletta.

Normale e' anche la fiumana di gente inespressiva e con lo sguardo perso nel vuoto: gente che sa a cosa sta andando in contro da li a pochi minuti.

A questo punto esce un altro gruppo di bambini col cappellino, sono dei primi anni delle elementari a giudicare dal fatto che le cartelle (randoseru in pelle umana dato che costano 40/60,000 yen...) sono grandi il 50% del loro corpo... A questo aggiungiamo eventuale altro bagaglio che gli caricano addosso i genitori, il cellulare e il buzzer di emergenza.
Piccoli palombari.

Dietro al gruppo c'e' un bambino con la medesima ridicola divisa a braga corta verde padania e cappellino: il piccolo, che pare un po' piu' smorto degli altri, si trascina stancamente ed e' solo. Sono a pochi metri e sto cambiando direzione per incanalarmi a sinistra con gli altri pendolari quando il piccolo si ferma di botto in mezzo alla stazione, ovviamente iniziano a schivarlo quelli che sopraggiungono dietro di lui come formiche impazzite.

Tempo un secondo e con la medesima inespressivita' il piccolo apre la bocca a mo' di marionetta e senza neanche chinarsi in avanti comincia a vomitare.
A questo punto mi vedo tutta la scena di questo bimbo che pare una fontana a getto continuo: cosi' come riesce a trasportare un volume di roba piu' grande del suo corpo, sta riuscendo a vomitare una quantita' tale che fa impressione. Per terra c'e' ormai una grossa pozza giallastra nella quale si vedono chiazze color sangue e il bimbo non accenna a smettere. Tutto attorno continua come se nulla fosse.

Intanto l'ho quasi sorpassato, anche se per un attimo il mio passo ha indugiato, ma l'estrema indifferenza e apatia degli altri mi ha dato coraggio: non e' un mio problema.

Giro l'angolo e sono ai gate di ingresso della JR, ma continuo a pensare al bambino dannazione: se quello fosse stato sangue? se poi fosse svenuto? magari si sta rantolando nel vomito in mezzo all'indifferenza dei pendolari... magari ha provato ad azionare il buzzer di emergenza per chiamare aiuto come gli ha insegnato la mamma, ma (come avviene nel 30% dei casi) le batterie erano scariche.

Troppe menate: a prendere il treno e basta!

Rapido per Tokyo in arrivo, indietreggiare dalla linea gialla.

Arriva il treno e c'e' la solita scena pietosa di persone stipate dentro il vagone con smorfie di disagio per l'estremo contatto fisico a cui il sovraccarico dei mezzi di trasporto di Tokyo durante la rush hour li costringe. Roba da carro bestiame.

A quel punto il vagone si ferma ed un accenno di ghigno compare sul bordo delle mie labbra. Le porte si aprono, una persona scende ed il vagone continua a sembrare pieno zeppo.

Mi dico :
"Bene. Applichiamo la tattica imparata a mie spese dai gentili giapponesi."

Quindi guardo gli occupanti, sorrido, metto un piede nel vagone con contemporanea rotazione di 180° in modo da dargli la schiena ed indietreggio di un passo: visto che ci siamo stati?

E non pensiate che sia spietato, dato che le 10 persone che sono salite dopo di me hanno fatto indietreggiare tutti di un altro mezzo metro, morale: gente con la faccia schiacciata contro la porta opposta ed il solito che rimane schiacciato tra le porte e cerca disperatamene di portare l'arto maciullato all'interno del vagone**.

Adesso mi posso godere finalmente l'aria condizionata che esce dalle solite bocchette con due dita di polvere incrostata sopra: l'importante e' non pensarci e non pensare al botulino***.

Piuttosto riesco a sentire il viso della signorina dietro di me compresso sulla mia schiena sudata: una sensazione non sgradevole, ma la signorina e' sfortunata perche' io cambio alla prossima, mentre lei restera' sul carro bestiame, magari fino a Tokyo, con qualcuno che le stara' schiacciato addosso con la mano sul culo. Pazienza.

Poi chissa' se il bambino e' stato ricoverato o cosa.
Storie di cui non sapremo il finale o di cui forse non me ne frega nulla.

Ed e' a questo punto che capisco di stare iniziando a diventare come lui.


(Tratto da "Giornate di ordinario delirio"- mamoru - 2013)
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* nel senso che paiono fatte con la tecnica dell'origami; roba da 0 stelle al crash test

** le porte di treni e ascensori giapponesi sono fatte per chiudere, se ci sono ostacoli e' un problema vostro non della porta. I sensori di sicurezza ci sono, ma prima vi maciullano e poi aprono: cosiddetta funzione pedagogica.

*** negli ascensori e' pure peggio, uno di quelli che prendo e' pure tappezzato di moquette sulle pareti: lo chiamano "la tana delle tigri", per via delle dimensioni degli acari.

mercoledì 31 agosto 2011

Treni, lemmings e puzzoni.... Verso la pazzia.....

Come già sapete la mia bella e' stata in sala rianimazione perciò in sua assenza sono stato costretto a smaronarmi con i treni.

Devo ammettere che mi ero dimenticato la ragione percui odiavo i treni giapponesi, ma questo periodo senza moto ha rinfrescato la memoria a tal punto che la prossima volta che resto a piedi faccio un attentato con il gas.

La linea dove vivo già normalmente molto trafficata se poi aggiungiamo che le linee sono ancora scombussolate (e lo saranno per molto tempo) dal problema consumi elettrici non potete nemmeno immaginare il casino che ho dovuto sopportare.

Il problema principale è l' affollamento che vi giuro mi ha fatto dare di matto.
Il problema è che un impiegato giapponese medio, ha passato la serata precedente a grattarsi i maroni in ufficio per evitare la moglie e per non sembrare un lavativo. Infondo anche io a volte devo sottostare a questa regola perche se sei il primo a lasciare la ditta sarai sicuramente additato come fannullone e visto che nessuno vuole essere il primo tutti come coglioni alla propria scrivania.

Questo popolo di finti lavoratori quindi rientra ad orari improbabili della notte, come da tradizione si fa il bagnetto e va dormire. Questi rincoglioniti senza vita e cervello poi cosa fanno la mattina?

Semplice si alzano il più tardi possibile (in stile Fantozzi "caffe con spazzolata incorporata" ed intasano le stazioni per prendere l' ultimo treno possibile che dovrebbe arrivare in tempo al lavoro. Uso il condizionale perché quasi nessun treno arriva in orario la mattina e il caro dipendente se ne frega perché un ritardo ferroviario viene perdonato.
Questo branco di bovini rincoglioniti arriva alla stazione a tempo limite e quando arrivano alla porta del treno pieno fino all' inverosimile come un branco di lemmings che si lancia da dirupo entra nel vagone sfidando le leggi della fisica. In poche parole finche le porte so aperte si entra a costo di uccidere qualcuno.

Trovarsi in mezzo a questo lego umano non è piacevole per svariate ragioni:
1) i maremoti umani che si provocano sono una cosa assai dolorosa. Non scherzo nel dire che rischiano le gambe.
2) il pecorone maschio giapponese si fa il bagnetto la sera ma la mattina si sciacqua solo le ascelline con un po di acqua. Risultato i profumi che uno si deve sorbire sono terrificanti. Se poi e single e non ha nessuno che gli lava i vestiti state sicuri che di fianco avrete un gligliata ambulante visto che la sera prima ha mangiato all` Yakiniku e non si e` cambiato il completo.
3) Nella folla c'è sempre il solito criminale nazista che cerca di gassarti. Questo pezzo di m... la molla bella bella di soppiatto ed il puzzo e` talmente let0ale che al confronto l'attacco con il sarin fu una bazzecola.
Il problema più grosso in questa situazione che uno è spesso è rimasto incastrato in una posizione che non permette mobilita nelle braccia e non riesce nemmeno a mettersi una mano sul naso.
4) domanda quanti di voi si tengono agli anelli per restare in  piedi? Io col cazzo che li tocco!!! Guardatevi in giro e notere sempre un salaryman che fa la caccia al tesoro, che gioca a tomb rider, che si da agli scavi insomma si scaccola per bene. (aneddoto disgustoso, una volta ne vidi uno che ne tiro fuori una talmente grossa che pensai gli fosse rimasto attaccato il cervello e che dopo questa operazione il tipo cadesse a terra senza segni di vita.)
Dopo aver scavato. Cosa fanno? Si attaccano all' anello o se sono seduti spalmano il tutto sul sedile. Tralasciamo i malati di mente (ne ho visti due) che se la pappano.
5) ormai fa un caldo fottuto e trovarsi spiaccicato ad un tizio che suda come una lumaca ha come risultato lavata assicurata.

In questo incubo incomincio ad avere problemi comportamentali.
Una volta per esempio durante l' ennesima onda di coglioni in ingresso mi sono trovato davanti n bimbo. Primo ho urlato "attenzione spappoliamo un bambino", ma da bravi Mussi nessuno ha accennato a fermarsi perciò ho puntato un piede contro il muro e fatto leva. Il risultato espulsione di una decina di idioti. Dopo di che ho simulato di avere la rabbia perché nessuno mi venisse a dire qualcosa.

Ora ho un atteggiamento da psicopatico, sara` che tutte le disavventure che ho avuto mi mi hanno mandato fuori di melona sara` il treno ma ho un caratteraccio.
A farne le spese e` l' ispettore della nhk o qualche testimone di Geova che viene a rompere in coglioni alla mia porta il sabato o la domenica mattina.
Ai testimoni di Geova bestemmio dietro mentre al tipo del Nhk sbraito che la tv non la posso vedere perche quella giapponese fa cagare(non che quella italiana sia meglio)

Ora capisco il perche dei suicidi e dei casi di ammazza chi ti capita, se facessi un anno così sicuramente entrerei in una di queste categorie.

Domanda quanti di voi non sopportano il treno?

Ora sono ritornato a spostarmi in moto, Ieri sono andato per lavoro ha Sano e la mia capa si preoccupa perche sono tornato in un ora il che e` impossibile.
Devo dire che ho scoperto un altra sega mentale architettonica giapponese un raccordo autostradale allucinante. Ma ne parlero in un altro post.

P.s. Il post sul ARC e` quasi pronto manca ancora qualche video interessante e lo posto.