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giovedì 20 luglio 2017

Fukushima e le scuole discarica

Ecco il primo postvideo.
Devo dire che e` piu difficile di quello che pensassi.

Vediamo cosa ne pensate


domenica 6 luglio 2014

Perché tutto quello che pensate di sapere è sbagliato (ma anche no)

Il blog purtroppo non è messo bene e la ragione è presto detta:
“abbiamo una vita fuori dall’internet” :D 
Al solito lo scritto è volutamente tagliente e polemico e se vi sentite offesi è un problema vostro, quindi non venite a stracciarvi le vesti oltraggiati.
“Se il bagno di realismo non vi piace, c’è sempre la doccia.”
Saluti.
mamoru.
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Ogni tanto, capita di ricevere qualche email dove ci chiedono cosa fare per andare in Giappone, insomma consigli per trasferirsi, per cambiare vita, per lavorare etc.
Normalmente non rispondiamo, salvo casi particolari e la ragione è semplice: qui ognuno si è fatto una vita a modo proprio. C’è chi fa la fame, chi ha fatto carriera, chi è un expat di un’azienda italiana, chi si accontenta, chi si rompe e va via verso altri paesi.
“Insomma, non si sa mai cosa rispondere perché OGNUNO FA STORIA A SE.”
Tuttavia si possono, a mio avviso, fare considerazioni basate sull’evidenza empirica e sulla logica. Quello che mi pare mancare e che stronca molti discorsi sul nascere sono:
-   -     la mancanza di autocritica
-   -     la mancanza di consapevolezza di cosa sia il Giappone.
Il primo punto si riassume in: COSA SAPETE FARE E COSA VOLETE FARE IN GIAPPONE.
Quanto al secondo punto, legato strettamente al primo, abbiamo che il Giappone è una potenza manifatturiera. E’ una nazione che si basa sull’industria, il terziario avanzato, la ricerca di base. Brevetta un sacco e se vuole sopravvivere deve, esattamente come l’Italia, trasformare materie prime in prodotti di valore aggiunto come auto, elettrodomestici, sistemi difensivi, elettronica, nuovi materiali, impianti industriali etc. Aggiungiamo che la crisi demografica, più l’astio delle nuove generazioni verso certe professioni, ha aperto un problema molto serio per un paese così conformato: carenza di tecnici a tutti i livelli.
“I governi liberal democratici sono anni che stanno pensando a questa cosa e dal 2012 con la nuova legge sull’immigrazione le cose hanno cominciato a muoversi sul serio. La macchina burocratica, più precisamente il ministero di giustizia e il dipartimento immigrazione hanno direttive ben chiare e volte a colmare il gap di cui sopra con una serie di incentivi agli immigrati qualificati.”
Tutto ciò premesso veniamo ai punti salienti di quello che ci viene chiesto e delle tante osservazioni che si sentono in giro.

VOGLIO FARE L’INSEGNANTE DI ITALIANO, IL CAMERIERE, LO SGUATTERO…
Eccoci al dunque.
Caro laureato di Ca’ Foscari (e vale per quelli di Roma, Napoli etc ovviamente) che vuoi venire a lavorare in Giappone: hai sbagliato facoltà.
Sia chiaro, la colpa non è dell’università brutta e cattiva, la colpa è tua che hai scelto di infilarti in una nicchia e la nicchia ti uccide. Interpreti, insegnanti di italiano etc ce ne sono a frotte, gente che ho conosciuto e che vuol aprire scuoladiitalianopizzeriabargelateriaviaggipergliappassionatidigiappone pure. Siete arrivati tardi e il mercato è saturo.
“Ciò non significa che non possiate farcela (qualunque cosa voglia dire) e che è impossibile, semplicemente avrete problemi, molti problemi. Da mettere pesantemente in conto. E no. Non siete speciali come vi ha fatto credere la mamma.”
Vieni in un paese basato su export, manifatturiero, progettazione e ricerca come umanista: cosa hai da offrire?
Pizza, poesia e mandolino? 
Sappi che l’Italia è uno dei tanti paesi al mondo visitati dai giapponesi, così come è un (seppur importante) produttore di alimentari, ma è comunque uno dei tanti che si trovano sul mercato giapponese. E se si vendono i vini cileni, californiani, australiani etc. tanto schifo ai locali non lo devono fare (ne ho assaggiati e son buoni, niente da dire).
"Essere italiano non è necessariamente un plus: molti hanno l'immagine del cafone donnaiolo inaffidabile col catenazzo d'oro, che non è proprio l'immagine che vorrei offrire ad un potenziale datore di lavoro"
Inoltre insegnare la lingua ha due inghippi: trovare la scuola che vi assuma (e ormai molti hanno certificazioni per l’insegnamento della lingua italiana da offrire, quindi non è più qualcosa di così speciale) scontrarvi con chi insegna IN NERO a meno di 1,500 yen all’ora o con chi lo fa GRATIS come scambio linguistico.
MA IN ITALIA FINIREI IN UN CALL CENTER!
E giustamente aggiungo. Perché l’Italia è un paese con la stessa strutturazione del Giappone, ossia export e manifatturiero a tenere in piedi la baracca, con il piccolo problema che il tessuto industriale è in collasso quasi irreversibile e la densità di aziende sul territorio è troppo bassa per reggere chiusure a catena.
“In Giappone il call center te lo sogni dato che ci sono 127 milioni di giapponesi che il giapponese lo parlano meglio di te e me.”
Dunque: quale è il tuo placing? Dove è il tuo dio?
In Giappone un perito industriale con esperienza (minimo 10 anni [1]) può lavorare tranquillamente. E non è neppure laureato, pensateci.
MA IO SO IL GIAPPONESE, L’ITALIANO E L’INGLESE!
E il mio amico algerino sa arabo e francese a livello nativo, mentre inglese e giapponese a livelli buoni con l’aggiunta dell’italiano a livelli più che dignitosi. Se il Giappone vuole espandersi lo farà, ad esempio, verso paesi di lingua araba (immigrati madrelingua non mancano tra l’atro), non certo verso l’Italia che è un mercato fermo, anche se collaborazioni ce ne sono per carità. Anzi penso che molte realtà MANIFATTURIERE italiane medio piccole potrebbero venire in Giappone se qualcuno li supportasse, dato che al di fuori di food e fashion (con alcune eccezioni) le nostre istituzioni se ne guardano bene dal dare un supporto concreto alle imprese del comparto manifatturiero.
“Pensate ad aiutare aziende italiane a venire in Giappone. Non trovate lavoro? Offritevi come consulenti esterni, metteteci di tasca vostra i quattrini e investite sulla vostra conoscenza del Giappone e del giapponese, se ci credete veramente nell’utilità di quello che avete studiato”
Mesi fa parlai coi presidenti delle filiali giapponesi di aziende italiane (meccanica e macchinari). Gente che mi ha fatto un’ottima impressione, aziende serie che investono e che qua ci son venuti con le proprie gambe decenni orsono, ma che in Giappone non hanno motivo per assumere un italiano esterno alle loro organizzazioni. Il perché è molto logico:
“Il valore aggiunto di un italiano è che porta il suo bagaglio di crescita professionale maturato nell’azienda italiana in Giappone.”
AVERE UN VISTO IN GIAPPONE E’ DIFFICILE?
Parlando con un amico svizzero che ha lavorato un po’ in giro per il mondo e con altri tecnici qui, siamo arrivati alla conclusione che no, NON E’ PER NULLA DIFFICILE. A patto che possiate offrire ciò che vogliono le imprese giapponesi.
Se un tecnico con esperienza venisse qui a studiare la lingua con un permesso di soggiorno da studente (anche 1 anno, non necessariamente i due anni precollege) può fare la conversione del permesso di soggiorno con un modulo di 4 PAGINE (due compilate dall’azienda e due dal richiedente), certificato di assunzione, status patrimoniale dell’azienda e 1 FOTOTESSERA. Poi si paga la marca da bollo di 4000 yen all’emissione.  Questo se l’azienda che vuole assumervi è di "dimensioni" decenti (ossia paga un minimo di tasse annuali e/o è quotata in borsa) è sicuro che sia in categoria 1 o 2, detto altrimenti non sono sospettati di essere delle aziende di cartapesta messe in piedi per tirare dentro immigrati.
“6 pezzi di carta e una fototessera: visto di 5 anni alla prima emissione”
Chi dice che è complicato trovare uno sponsor è, molto probabilmente, la stessa gente che lavora in scuoladiitalianopizzeriabargelateriaviaggipergliappassionatidigiappone, ossia in aziende di categoria 3 o 4, quelle maggiormente sospettate dall’immigrazione nipponica, non per nulla la documentazione da produrre si allunga a dismisura fino alla dichiarazione giurata di pagarvi il biglietto aereo e gli eventuali debiti.
“In Giappone l’azienda si fa carico delle cazzate che combinate fuori dall’orario e dal posto di lavoro.
Anche per questo alcuni nostri gentili connazionali pare chiedano ai giovini in cerca di un visto di versargli 2-3000 Euro, dato che loro tengono famiglia e non possono pigliarsi una simile responsabilità. Fatevi/gli un favore: DENUNCIATELI.”
Poi per carità potreste giocarvi la disperata carta di sposarvi con un/a locale, dopo 3 anni il visto permanente e finisce lì [2] Ma il visto senza un lavoro è solo metà del problema.
 “Volete veramente basare la vostra sopravvivenza in Giappone sul solo matrimonio (magari non troppo convinto) con un un locale? potreste avere brutte sorprese: tipo trovarvi con una bomba innescata tra le mani…”

MI ISCRIVO AD UNA SCUOLA DI LINGUA POI MI INVENTO QUALCOSA
E’ quello che fanno in molti.
La burocrazia non è un problema, scrivete alla scuola e loro vi mandano i moduli da compilare e tutte le formalità.
“Mettete in conto 1.8/2 milioni di yen per mantenervi per un anno da dichiarare all’immigrazione”
Se lavorate part time, potreste non riuscire a conciliare lo studio con il lavoro e, dipendentemente dalla serietà della scuola, rischiate che vi sbattano fuori o si rifiutino di farvi la domanda di prolungamento del permesso di soggiorno per mancanza di risultati o percentuale di presenza troppo bassa. E ricordate che la scuola vi porta via almeno 4-5 ore dalla giornata, che non è poco.
Col lavoro part time vi pagate forse i 70,000 yen di affitto in share house nel caso di Tokyo, ma mettete in conto un budget mensile MINIMO di 160,000 yen. Se invece affittate per conto vostro con contratto chintai standard di due anni (che NON  vuol dire che dovete starci due anni) potreste azzardarvi a scendere a 130/140,000 yen al mese dipendentemente da quante pieghe volete fare (includendo mangiare, bollette, trasporti etc).
LIVELLO MINIMO DI GIAPPONESE
Semplicemente non esiste. “The more the better” verrebbe da dire, dato che vivere in un paese straniero, per giunta culturalmente agli antipodi con l’Europa, non è una cosa rilassante e la lingua aiuta a girare intorno ai problemi.
Qua come caucasici facciamo la parte dei negri, nel senso che con i locali ci becchiamo tutta una serie di svantaggi e pregiudizi, oltre al fatto è molto probabile che la lingua la sappiano meglio altri asiatici (i cinesi son mediamente forti coi kanji, i koreani hanno una buona cadenza del parlato fin dai primi momenti e una grammatica molto simile).
Alcuni lavorano qui praticamente con l’inglese. Tuttavia nella stragrande maggioranza delle offerte un certo livello di giapponese viene SEMPRE richiesto: se siete tecnici si parte da N3 (per poche posizioni); normalmente chiedono il NATIVE LEVEL che non vuol dire N1 (che non è certo native level), ma ci si attesta su N2 come buon punto di partenza.
Se potete prendere una certificazione che comprovi la vostra competenza linguistica. Che non vuol dire per forza JLPT: va bene tutto quello che potete dare qui in Giappone (BJT, JTEST, stocazzo…).
“Non gliene frega nulla a nessuno di cosa vi certifichi, l’importante è che dimostriate di poter sostenere un colloquio [3] in lingua Giapponese, rispondendo pertinentemente alle domande”
Tenete presente che aziende che esportano hanno personale giapponese che parla inglese al proprio interno  se devono fidarsi di qualcuno per le traduzioni probabile che questo qualcuno sia giapponese.
TROVARE LAVORO (RIVOLTO AI TECNICI, ASTENERSI UMANISTI GRAZIE)
Se scegliete una zona come Tokyo, Yokohama, Nagoya o Osaka (centri del manifatturiero nipponico) avrete maggiore possibilità di trovare aziende in cerca di personale [4]. 

"In tre/quattro mesi di ricerca e colloqui un tecnico può arrivare ad avere un contratto di lavoro. Basta sbattersi e mettere in conto che una selezione può richiedere tre giorni, così come si potrebbe protrarre fino anche a un mese con due/tre colloqui."

Preparatevi a ingoiare merda, preparatevi a sentirvi dire in faccia che preferiscono prendere giapponesi (anche se non ne troveranno dato che sono in deficit di tecnici), preparatevi a conversazioni surreali sul fatto che sappiate o meno parlare la loro lingua (detto placidamente davanti a voi che li capite…).
Scrivetevi il curriculum giapponese (履歴書) mettendo in conto che c'è anche chi lo vuole scritto A MANO e il dettaglio delle vostre esperienze lavorative (職務経歴書), tenendo bene a mente che quando si parla di soldi si parla di LORDO. A cui togliere grossomodo un 20% di tasse statali e un 10% di tasse prefetturali e locali, oltre all’assicurazione sanitaria obbligatoria (nel caso di shakai hoken metà pagata da voi e metà dall’azienda, tra l’altro deducibile dall’imponibile delle tasse locali).
Le paghe non sono altissime per posizioni “normali” (fuori dal management), diciamo che il lordo è grossomodo quello italiano, ma commisurato al livello di tassazione e al costo della vita partire dai 4,5/5 milioni di yen all’anno non è malaccio.
“Le paghe si sono abbassate parecchio anche in Giappone, dipendentemente dal vostro stile di vita e dall’accortezza nel fare la spesa potreste risparmiare una discreta cifra ogni mese oppure non starci dentro per nulla.”
Una specie di TFR esiste, ma è facoltà dell’azienda. In pratica è una buona uscita all’atto delle vostre dimissioni.
I premi aziendali (tredicesima e quattordicesima) li prendete solo dopo il primo anno di lavoro.
I trasporti casa-lavoro sono normalmente pagati dal datore di lavoro, se non lo fanno iniziate a porvi dubbi sulla qualità/affidabilità del posto che vi propongono.
Le straordinarie sono retribuite, così come il lavoro festivo e notturno, tuttavia ci sono aziende che pretendono un forfait di ore extra non retribuite che possono andare dalle 10 alle 30 ore per mese.
Ci possono essere dei superminimi rispetto alla paga base (手当) e possono includere l’alloggio, il sostegno alla famiglia, indennità di trasferta etc. Per l’alloggio può essere offerta una sistemazione aziendale con un affitto pagato dal datore di lavoro dallo 0 al 100% (aspettatevi decurtazioni di paga minima in quest’ultimo caso).

CONCLUSIONE
Chiedetevi sempre da chi vengono certi tipi di affermazioni e ragionate sempre. In Giappone non ci sono solo pizzaioli e insegnanti di italiano, con tutto il rispetto per le suddette categorie, ma anche gente che lavora in fabbrica, in centri di progettazione e ricerca.
E' una questione di punti di vista. Con l'eccezione di Albino e pochi altri il grosso dei blogger sul Giappone hanno potuto offrire una visione parziale di quello che può offrire questo paese: sia chiaro non ci sono i tappeti rossi per nessuno, ma corsie preferenziali si. 
"Si chiama pianificazione dei flussi migratori e ci si gioca il futuro di un paese."
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[1] Il solo diploma non basterebbe per via degli anni di studio 5+3+5 = 15 anni di scuola, uno in meno che in Giappone e il visto non lo danno.
[2] a essere cattivi si potrebbe dire che una certa fetta di residenti in questa categoria, senza il  matrimonio, un permesso di soggiorno lo avrebbe visto col binocolo.
[3] Colloquio e lavoro sono comunque su due livelli differenti. I colloqui se vi preparate bene il vostro profilo e delle domande da porgli (anche banali) non è impossibile. Salvo casi eccezionali colloqui in inglese li fanno solo le partecipate a capitale straniero (外資系企業).

[4] Densità industriale impressionante. Io, che non sono nessuno, ho fatto colloqui in 2 aziende dei maggiori Keiretsu nipponici tanto per dire.

mercoledì 11 settembre 2013

Storie che non sai come vanno a finire

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Ai nuovi e vecchi lettori: ricordo che i post marchiati con il "bollino di qualità' "(lol) sono quelli curati da mamoru, gentilmente ospitati dal padrone di casa, Luca da Osaka, pertanto esonerato da qualunque paternita' dello sbrocco sottostante.

E' una mattina come tante altre.

Mi reco alla vicina stazione a prendere il treno con le solite cantilene di merdosissimi insetti a fare da sottofondo alla camminata... che poi ci saranno quelli che ti dicono che sono romantiche, fanno compagnia e ti aiutano a non alienarti nella vita di citta'.

Ecco. A costoro dico: svegliatevi la mattina e trovatevi il romantico insetto (che qua e' grosso come mezzo pugno) attaccato al soffitto della stanza e poi mi dite cosa ne pensate. E credo che anche il vicinato giapponese concordi e condivida con me la fobia paranoica per gli insetti: lo deduco dal fatto che il supermercato all'angolo ha almeno due scaffali e mezzo (su una dozzina) dedicati ad insetticidi, trappole, polveri, spray anti acari etc.
Gia', quelle belle bombolette di insetticida pressurizzate col GPL che quando spruzzi ti sembra di stare in una stazione di servizio.
Ma questa e' un'altra storia.

Dicevo, mi incammino verso la stazione ed eccomi al simpatico cantiere che alle 7 di matttina fa un casino che lo sento a 500m di distanza in mezzo alle case  con le finestre chiuse. A quel punto incontro i soliti salary man che si trascinano stancamente e le solite mamme in sella a biciclette che paiono dei camper da tanto sono caricate con seggiolini multipli per figli, cestini anteriore e posteriore per la spesa, portaombrello, borsa etc. e dall'altro lato il solito vecchio col van parcheggiato a bordo strada, che mi pare faccia un servizio di trasporto disabili: mentre si tira avidamente una sigaretta, passa il piumino delle polveri su tutta la carrozzeria del veicolo. E mi immagino che quel piumino non sia mai stato (ne' mai verra') lavato e sara' carico delle peggio cose, come nella migliore tradizione di finte pulizie nipponiche.
Al ribrezzo che mi scatena tale pensiero mi volto e tiro diritto.


Diritto verso i vecchi rompipalle del parcheggio del department store: una squadriglia di 4/5 rimbambiti a cui hanno affidato un lavoro finto tanto per fargli fare qualcosa e che si mettono platealmente a smistare il traffico in entrata ed in uscita dal parcheggio dell'edificio fermando i pedoni sul marciapiede e mettendosi in mezzo alla strada con le loro palette luminose e le pettorine illuminate a led, ripetendo in continuazione le solite finte scuse, ringraziamenti ed inchini.
Poi arrivera' sera, loro andranno a casa e le macchine continueranno ad entrare e uscire come se nulla fosse e senza il benche' minimo problema anche senza di loro.

E tutte le volte penso: 1 milione di posti di lavoro. 

Comunque tanto mi basta per evitarli stando sul marciapiede opposto; in fondo posso attraversare piu' avanti al secondo incrocio, mentre il primo passaggio pedonale mi tocca farmelo lo stesso e, indipendentemente dalla direzione di attraversamento, presenta il solito inconveniente di quelli che passano col rosso: normalmente dementi alla guida di quelle scatolette che si ostinano a chiamare "automobili leggere"* e meno male che tutti i semafori dell'incrocio sono ritardati di quel paio di secondi che aiutano ad evitare gli incidenti.
Tuttavia, come pedoni, e' sempre meglio guardare prima di attraversare, anche col semaforo pedonale verde, dato che se non c'e' l'imbecille in macchina che passa col rosso c'e' immancabilmente quello in bicicletta che ha fretta.
Ma anche questa e' un'altra storia.

Proseguendo sul marciapiede arrivo all'incrocio piu' grande, quello dove si inizia a vedere il piccolo fiume di gente che va e viene dalla stazione: ci sono quelli in fila che prendono i bus, i vecchi con problemi di deambulazione che bloccano mezzo marciapiede, gli studenti che vanno a scuola a piedi e in bici (sul marciapiede ovviamente) e la carne da macello da ufficio che si muove tristemente senza espressione alcuna verso un'altra giornata di noia e fancazzismo che li costringera' a fermarsi fino a tarda ora.

Finalmente attraverso e vedo anche la finta guardia giurata del centro commerciale, un altro vecchio in divisa che tutte le mattine toglie le catene che transennano il porticato durante l'orario di chiusura, per poi rimetterle la sera.
E cosi' fa tutti i giorni: metti le catene, togli le catene... il tutto mentre l'altra vecchia spazza il marciapiede antistante dalle foglie.

E tutte le volte penso: un paese di vecchi.
Meno male che tra meno di 100 anni i giapponesi saranno tutti estinti e nessuno ci pensera' piu'.
Ma anche questa e' un'altra storia.

Continuo sul marciapiede e incrementa il flusso di persone che escono dalla stazione, ci sono i piccoli delle elementari, quelli delle medie e le superiori. Per le ragazze si capisce che classe fanno dalla lunghezza della gonna: proporzione inversa.
Queste che ridacchiano (le uniche in mezzo ad un mare di inespressivita' e silenzio) probabilemente sono alla fine delle medie: ecco, brave ridete che tanto tra qualche hanno vi sarete prostituite per 10,000 yen (tutte e due assieme) al vecchio dietro di voi, quello col riporto unto fatto con un ciuffo di 30 cm che va da una parte all'altra del capo; il quale magari ha pure la moglie arpia che non gliela da' dal 1986 e che rischiera' la galera pur di portarvi in un sordido love hotel da 2800 Yen per 3 ore e farsi pure un bel filmatino ricordo.

Filmato che finira' su internet, al che verrete sputtanate entrambe su 2channel dai simpatici netizen nipponici, nonche' perculate dai compagni di classe e quando ve ne accorgerete non vi restera' che una immensa vergogna, per voi e la vostra famiglia e deciderete di suicidarvi, come del resto fanno i vostri connazionali al ritmo di 1 ogni 15 minuti.
Ma anche questa e' un'altra storia.

Cosi' passo davanti al Koban e guardo le solite noiose statistiche cittadine: almeno oggi c'e' scappato il morto, finalmente qualcosa di interessante.

Ecco la stazione, ci siamo quasi.

Stamattina non c'e' la svendita della forneria, infatti non vedo il commesso col ridicolo cappello da chef fatto di carta col suo demente banchetto.
Roba che il mese scorso con il caldo e l'umidita' soffocanti era una maschera di sudore, sudore che finiva irrimediabilmente sui croissant esposti che ovviamente nessuno voleva.

In compenso c'e' il solito comizio: chi sara' stamattina? Partito democratico? i verdi che e' un po' che non si sentono? Liberal democratici?
Ah stamattina c'e' il partito comunista col tipo che farfuglia, nella completa indifferenza generale, sull'articolo 9 della costituzione.
Ma anche questa e' un'altra storia.

E c'e' pure quello delle lenti a contatto con gli immancabili sconti che nessuno vuole e mi chiedo sempre quanto possa fatturare mensilmente un posto del genere.
Ma in fondo chissenefrega, sono nell'androne della stazione.

Apparentemente tutto come al solito: la stazione taglia l'abitato trasversalmente e hanno messo dei birilli di plastica e dei cartelli dato che alcuni prendono una comoda scorciatoia passando dentro la stazione in bicicletta.

Normale e' anche la fiumana di gente inespressiva e con lo sguardo perso nel vuoto: gente che sa a cosa sta andando in contro da li a pochi minuti.

A questo punto esce un altro gruppo di bambini col cappellino, sono dei primi anni delle elementari a giudicare dal fatto che le cartelle (randoseru in pelle umana dato che costano 40/60,000 yen...) sono grandi il 50% del loro corpo... A questo aggiungiamo eventuale altro bagaglio che gli caricano addosso i genitori, il cellulare e il buzzer di emergenza.
Piccoli palombari.

Dietro al gruppo c'e' un bambino con la medesima ridicola divisa a braga corta verde padania e cappellino: il piccolo, che pare un po' piu' smorto degli altri, si trascina stancamente ed e' solo. Sono a pochi metri e sto cambiando direzione per incanalarmi a sinistra con gli altri pendolari quando il piccolo si ferma di botto in mezzo alla stazione, ovviamente iniziano a schivarlo quelli che sopraggiungono dietro di lui come formiche impazzite.

Tempo un secondo e con la medesima inespressivita' il piccolo apre la bocca a mo' di marionetta e senza neanche chinarsi in avanti comincia a vomitare.
A questo punto mi vedo tutta la scena di questo bimbo che pare una fontana a getto continuo: cosi' come riesce a trasportare un volume di roba piu' grande del suo corpo, sta riuscendo a vomitare una quantita' tale che fa impressione. Per terra c'e' ormai una grossa pozza giallastra nella quale si vedono chiazze color sangue e il bimbo non accenna a smettere. Tutto attorno continua come se nulla fosse.

Intanto l'ho quasi sorpassato, anche se per un attimo il mio passo ha indugiato, ma l'estrema indifferenza e apatia degli altri mi ha dato coraggio: non e' un mio problema.

Giro l'angolo e sono ai gate di ingresso della JR, ma continuo a pensare al bambino dannazione: se quello fosse stato sangue? se poi fosse svenuto? magari si sta rantolando nel vomito in mezzo all'indifferenza dei pendolari... magari ha provato ad azionare il buzzer di emergenza per chiamare aiuto come gli ha insegnato la mamma, ma (come avviene nel 30% dei casi) le batterie erano scariche.

Troppe menate: a prendere il treno e basta!

Rapido per Tokyo in arrivo, indietreggiare dalla linea gialla.

Arriva il treno e c'e' la solita scena pietosa di persone stipate dentro il vagone con smorfie di disagio per l'estremo contatto fisico a cui il sovraccarico dei mezzi di trasporto di Tokyo durante la rush hour li costringe. Roba da carro bestiame.

A quel punto il vagone si ferma ed un accenno di ghigno compare sul bordo delle mie labbra. Le porte si aprono, una persona scende ed il vagone continua a sembrare pieno zeppo.

Mi dico :
"Bene. Applichiamo la tattica imparata a mie spese dai gentili giapponesi."

Quindi guardo gli occupanti, sorrido, metto un piede nel vagone con contemporanea rotazione di 180° in modo da dargli la schiena ed indietreggio di un passo: visto che ci siamo stati?

E non pensiate che sia spietato, dato che le 10 persone che sono salite dopo di me hanno fatto indietreggiare tutti di un altro mezzo metro, morale: gente con la faccia schiacciata contro la porta opposta ed il solito che rimane schiacciato tra le porte e cerca disperatamene di portare l'arto maciullato all'interno del vagone**.

Adesso mi posso godere finalmente l'aria condizionata che esce dalle solite bocchette con due dita di polvere incrostata sopra: l'importante e' non pensarci e non pensare al botulino***.

Piuttosto riesco a sentire il viso della signorina dietro di me compresso sulla mia schiena sudata: una sensazione non sgradevole, ma la signorina e' sfortunata perche' io cambio alla prossima, mentre lei restera' sul carro bestiame, magari fino a Tokyo, con qualcuno che le stara' schiacciato addosso con la mano sul culo. Pazienza.

Poi chissa' se il bambino e' stato ricoverato o cosa.
Storie di cui non sapremo il finale o di cui forse non me ne frega nulla.

Ed e' a questo punto che capisco di stare iniziando a diventare come lui.


(Tratto da "Giornate di ordinario delirio"- mamoru - 2013)
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* nel senso che paiono fatte con la tecnica dell'origami; roba da 0 stelle al crash test

** le porte di treni e ascensori giapponesi sono fatte per chiudere, se ci sono ostacoli e' un problema vostro non della porta. I sensori di sicurezza ci sono, ma prima vi maciullano e poi aprono: cosiddetta funzione pedagogica.

*** negli ascensori e' pure peggio, uno di quelli che prendo e' pure tappezzato di moquette sulle pareti: lo chiamano "la tana delle tigri", per via delle dimensioni degli acari.

sabato 20 luglio 2013

Il terzo strato - ossia "come non aprire un conto corrente in Giappone e altre cose"

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Ai nuovi e vecchi lettori: ricordo che i post marchiati con il "bollino di qualita' "(lol) sono quelli curati da mamoru, gentilmente ospitati dal padrone di casa, Luca da Osaka, attualmente tornato dalla trasferta in Italia per la gioia di grandi e piccini.



Attenzione

L'argomento trattato parte da alcune esperienze dirette e mi pare il caso di fare alcune precisazioni per evitare fraintendimenti:
- trattasi di esperienze ed opinioni personali
- le questioni descritte hanno valenza nel periodo di scrittura del post, cio' significa che le cose possono anche cambiare col tempo
- non prendete tutto come oro colato ossia, come diceva Giulio Cesare:
 "diffidate delle citazioni latine che trovate su Internet"

***

Ora poniamo il caso che qualcuno, per comodita' o per semplici fatti propri, volesse aprire un conto corrente in una banca giapponese.

Bene, uno pensa: vado in banca gli butto sul tavolo un equivalente di X mila euri giapponesi e mi aprono il conto.

Bene: think again!

L'idea che mi sono fatto del paese e' quello di una cipolla, ossia di un insieme di strati che possono essere aggiunti (e/o tolti) a discrezione dei singoli, secondo il tempo atmosferico, il tasso di umidita' dell'aria o con un lancio di un dado a 16 facce.

Il primo strato (quello piu' esile) e' la legge, abbastanza vago da essere allungato e accorciato dalla polizia in modo da mettere al gabbio secondo le necessita'. Un set di regole di base a cui ubbidire almeno formalmente.

Il secondo strato e' quello della consuetudine: mio nonno faceva cosi', mio padre pure, io faccio cosi' perche' lo facevano loro e mio figlio continuera' la tradizione altrimenti sono mazzate sui denti. Se anche sono consuetuidini del cazzo, normalmente non si discutono, si continuano a praticare.

Il terzo strato (il piu' temibile) e' quello che potremmo scientificamente chiamare "il girone dei cazzi vari", meglio conosciuto come quell'insieme di situazioni surreali con le quali prima o poi ogni straniero in Giappone si trova a doversi misurare.

La gerarchia degli strati e' terzo > primo / secondo.

Ora, per aprire un conto il primo strato vi dice di essere residenti: avete il vostro permesso di soggiorno (Zairyu Card) valido, vi siete registrati all'anagrafe del comune di residenza etc.

Il secondo strato vi dice che per firmare il conto vi chiederanno un hanko, ossia un sigillo di medievale memoria, che verra' registrato dalla banca come sorta di firma da usare per le operazioni allo sportello, tra cui l'apertura del conto stesso.
Alcune banche (applicando il terzo strato di cui discuteremo in seguito) in alcuni casi se ne sbattono della tradizione e lasciano usare la firma.


Nota culturale

Un privato puo' usare piu' hanko per diverse funzioni: banca, contratti, timbrini in fronte alle fanciulle etc. E' chiaro che si tende a tenere separate tali funzioni, ma nessuno vi impedira' di fare i timbrini alle fanciulle con la vostra firma bancaria: AFFARI VOSTRI.

Il sigillo bancario puo' essere anche non registrato formalmente (depositato in comune), l'importante e' che ce l'abbia la vostra banca a database, un po' come la firma del titolare nelle banche italiane.

Sull'hanko viene inciso il vostro nome nella forma che piu' vi aggrada: kanji, romaji, katakana. Il pattern esatto lo decide quello del negozio, normalmente gli si dice come lo si vuole (tipo di carattere orientamento orizzontale, verticale etc), in che materiale (avorio, legno, plastica) e se volete la custodia (oppure ve la comprate in un 100 yen shop). Si va da 1,500 yen a 7/10,000 yen  e oltre per quelli piu' raffinati.

Ci sono anche quelli di produzione di massa con i nomi scritti sopra che vedete in vendita nelle teche in qualsiasi reparto di cancelleria, quelli vanno giusto bene per i cassieri dei negozi quando timbrano gli scontrini. Il concetto e' che il pattern deve essere piu' custom possibile. Anche qui potete usarne uno gia' fatto e prodotto in soli 30.000 esemplari: AFFARI VOSTRI.

Una parentesi a parte la merita il Jitsuin, un hanko speciale, nel senso che e' piu' grande, piu' complesso e piu' cattivo degli altri. Il Jitsuin va registrato in comune, il quale lo mette nei propri archivi e rilascia un certificato di registrazione: col jistuin ci comprate le case e altra roba seria. Il jitsuin e' la vostra vita, siete voi e va custodito scrupolosamente e non scherzo se vi dico che potete trovarvi sfrattati e divorziati a vostra insaputa...
***

Soddisfatto anche lo strato della tradizione uno e' portato a pensare che sia tutto a posto. 

Per scrupolo aggiuntivo si trova conferma sui siti dei principali istituti bancari nipponici sul cosa serve effettivamente per aprire un conto semplice:
- documento di identita' (permesso di soggiorno per gli stranieri)
- hanko
- soldi (!)

I tre semplici passi pubblicizzati da molti: facile, no?


Col cazzo...

A seguire riepilogo come e' andata in alcune filiali, tanto per non fare nomi.

Mitsui
Preso il numerino all'accoglienza e dopo aver atteso la chiamata allo sportello, un'altra signorina chiede lo scopo della visita: 
"apertura conto corrente"
"nuovo cliente?"
"si"
"quanto vuole depositare"
" XXX,000 yen poi ho altra valuta estera da cambiare"
(lo scrive su un pezzo di carta)
"va bene, potrei avere il permesso di soggiorno per cortesia?"
"prego"
"attenda un momento per favore"

sparisce per 15 minuti e poi la vergine ritorna allo sportello.

"mi dispiace ma non puo' aprire il conto, lei non e' residente"
"eh?"
"no dicevo, non e' residente"
"me lo scrive perche' mi pare di aver capito male?"
"非居住者"
"ah..no, scusi sono registrato all'anagrafe come residente"
"si ma devono passare 6 mesi"
"6 mesi di che"
"non puo' aprire il conto se non dopo sei mesi di residenza"
"io quei soldi li vorrei depositare qui da voi, vorrei capire il problema?"
"li potrebbe lasciare qui, ma per sei mesi non potrebbe fare alcuna operazione"
(questa spero di averla capita male io)
"scusi, ma quale legge e'?"
silenzio e sgardo perso nel vuoto
"scusi, ma e' una regola della banca?"
silenzio e sgardo perso nel vuoto
"grazie e arrivederci"

Mitsubishi UFJ
Bloccato dalla vergine all'ingresso: "e' necessario che venga con l'hanko."
Si ok, ma io volevo solo delle informazioni...

Mizuho
Anche qui bloccato al banco informazioni, arriva a dare man forte un individuo della banca al quale vengono fornite tutte le informazioni e mostrati i documenti come in Mitsui.
"Perche' vuole aprire un conto corrente?"
"Saranno anche cazzi miei, gli fanno schifo i soldi a questi??" 
(pensiero balenato all'istante)
 ...
dopo le solite inutili spiegazioni del perche' una persona normale necessita di un conto corrente, alle tante arriva il terzo strato:
"si puo' fare, ma deve aspettare 6 mesi"
"grazie e arrivederci"

Tomin (Tokyo tomin ginko)
Banca locale relativamente piccola, se non ricordo male fu uno dei cavalli di battaglia  zoppi di Shintaro Ishihara anni fa quando ebbe alcuni problemini, ma sorvoliamo.

Qui non ci sarebbero grossi problemi ad aprire un conto, la vergine allo sportello spiega gentilmente che l'hanko e' obbligatorio in quanto policy aziendale, inoltre a domanda risponde che non ci sono limitazioni dato che non sono giapponese. Per sicurezza glielo chiedo due volte.

Qui pare che non ci siano veramente problemi di sorta, ma non proseguiamo oltre data la dimensione dell'istituto. Ho le mie riserve sul fatto che la pratica potesse andare in porto realmente.

Shinsei Ginko
Casualmente la preferita dai non giapponesi: in 30 minuti fate il conto corrente e avete il bancomat (la prima cosa da scegliere, la piu' importante, e' il colore: alcuni potrebbero essere non disponibili presso sede e se proprio lo volete aspettate 1 o 2 settimane).

Come in tutte le banche giapponesi il PIN di 4 cifre lo scegliete voi (Shinsei ve lo fa inserire in filiale mediante un tastierino allo sportello, Mizuho ve lo fa scrivere sul contratto, ma a voi NON ne rimane alcuna copia, quindi tenete a mente per bene i codici).

Il conto si puo' aprire con Hanko oppure con la vostra firma a penna, non so quanto debba essere fedele a quella depositata, in Italia ho visto che ce l'hanno a terminale e la controllano la fedlta' della grafia se non siete un cliente che passa in sede spesso.



Conclusione
Dopo una serie di approfondimenti la regola dei sei mesi, in realta', non esiste.
Va semplicemente a discrezione del direttore di filiale se infischiarsene o meno; se interviene la vostra azienda/coniuge giapponese, come per magia potreste non avere tutti questi problemi di residenza, non residenza, sei mesi, cazzi e mazzi.

Semplicemente viene messo tutto da parte, srotolato il tappeto rosso e via: grandi amiconi.

Come nel caso di Er Kuma (nome di fantasia) che dopo una settimana in Giappone aveva il conto in una delle sopracitate grandi banche giapponesi (no Shinsei), con la sola firma e senza hanko.

Il tutto lo possiamo archiviare tra le paranoie giapponesi, quelle che, attraverso il terzo strato, si materializzano in ostacoli aggiuntivi rispetto alle regole formalizzate o al comune buon senso.

Come quella volta che volendo vendere due modellini da 50 euro, mi chiesero il documento alla cassa (dove era appeso l'elenco dei documenti accettati tra cui patente, tessera da studente, passaporto, gaikokujin  torokushomeisho etc).
Bene gli porgo il passaporto e mi sento rispondere:

"il passaporto e' una richiesta che vale solo per i cittadini giapponesi"
 

Perche' ovviamente i cittadini giapponesi IN GIAPPONE girano SEMPRE con il passaporto in tasca...

Morale: li mando a cagare vado da softmap dove mi chiedono se preferisco essere pagato in contanti oppure punti sulla tessera. doh!

Benvenuti nel paese del terzo strato.



In breve (e vale sempre il disclaimer a inizio post)

Grazie ad alcune testimonianze raccolte e ad esperienze di prima mano possiamo fare il punto della situazione dell'infernale "girone dei bancari" (tipo Mizuho, Mitsui & C. i pezzi grossi del comparto):
  • se avete un visto di sei mesi siete sostanzialmente morti...
  • se non siete residenti da almeno sei mesi potreste vedervi rifiutata l'apertura di un conto corrente, anche se accompagnati dal datore di lavoro
  • se non siete residenti da almeno sei mesi, di default il bancomat non ve lo danno e la carta di credito toglietevela dalla testa (almeno se parliamo delle principali banche giapponesi)
  • senza bancomat potete comunque fare operazioni in qualunque nella filiale in cui avete aperto il conto con il libretto e l'hanko
  • per l'internet banking vale il discorso del bancomat
  • ovviamente essendo tutto discrezionale quanto sopra non vale un emerito nulla...
Per Shinsei Ginko:
  • procuratevi un numero di telefono cellulare (una SIM b-mobile va benissimo, a morte Softbank e i-phone)
  • registrate la residenza in comune che ve la annotano dietro la Zairyu Card, la trascrizione in katakana del vostro nome usata in comune converra' adottarla anche per la banca giusto per evitare di avere piu' di una trascrizione fonetica e fare casino
  • andate nella filiale Shinsei che vi sta piu' comoda con zairyu  card + nr. di telefono ed eventualmente hanko (non obbligatorio)
  • scegliete il colore del bancomat che piu' vi aggrada (se non siete masochisti possibilmente tra quelli disponibili in quel momento presso la filiale)
  • vi faranno compilare al terminale i soliti dati anagrafici, controllateli e occhio alla trascrizione in katakana del vostro nome
  • i soldi non servono, il conto lo aprite a 0 yen e poi li potete versare mediante un qualunque ATM che vi rilascia il saldo del conto a fine operazione (controllate sempre se pagate commissioni e se ci sono limiti orari di utilizzo o altro, l'ATM di solito vi fa presente se c'e' la commissione prima di fare le operazioni)  o mediante trasferimento bancario
  • occhio che il conto in valuta estera di Shinsei e' un prodotto speculativo pensato per operazioni sul mercato Forex e non e' coperto dall'assicurazione sui conti correnti, inoltre non potete ne' versare ne' ritirare contante in valuta estera 

  •  " E se sono in una zona del Giappone dove non c'e' Shinsei?"
    Ecco, ti attacchi al tram e vai da Citi Bank o ti inventi qualcosa d'altro.
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domenica 30 dicembre 2012

Convention, business e pubblica morale (NSFW) 2 - Il ritorno

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Ai nuovi e vecchi lettori: ricordo che i post marchiati con il "bollino di qualita' "(lol) sono quelli curati da mamoru, gentilmente ospitati dal padrone di casa, Luca da Osaka, questa volta con la partecipazione straordinaria di un amico che si e' prestato ad ingrato compito di reportage.... LOL


Attenzione

Visto l'argomento pruriginoso del post si e' cercato di rendere alcune immagini disponibili solo dopo la pressione di un bottone: siate pertanto consci che quando lo pigerete avrete buona probabilita' che dietro di voi ci siano (in ordine sparso) la moglie, i figli, i colleghi di ufficio, il vostro capo, la suocera... Ci solleviamo pertanto da ogni responsabilita' per eventuali danni materiali e/o mentali a cui potreste andare in contro. :D

In ogni caso se siete persone pudiche e non avvezze ad un linguaggio burlesco e frivolo non e' post per voi. Per la maggior parte si tratta di uno scambio a distanza fatto in tono scherzoso e molto svaccato, quindi non menatela col sessismo perche' significa che non avete nulla di meglio a cui pensare.. Comunque e' un po lungo da leggere, quindi mettetevi comodi.

***

Delle convention indie in Giappone ne avevamo parlato in precedenza (qui per l'esattezza), ricamandoci sopra tutta una serie di illazioni economiche che possiamo riassumere in:

"se siete topa (o dotata di alcuni attributi fisici particolari), siete consapevoli di esserlo e non avete troppe remore morali potete mungere soldi al genere maschile nipponico in maniera sistematica e continuativa."

Su questa base teorica trovano fondamento eventi come il gia' discusso Cosholic di cui trattermo qui sotto, arrivato alla settima edizione tenutasi il 30/12 all'Hotel Nikko Tokyo a Daiba (poco distante dal Big Sight sede del piu' famoso Comic Market con cui solitamente condivide la contemporaneita' di domenica). La manifestazione ospita 3 tipologie di prodotti:
  • 一般 per pubblico generale senza restrizioni, in breve roba (video,foto etc) piu' o meno "normale"
  • R-15 non adatti a minori di 15 anni, "porno" soft normalmente non si vede nulla giusto qualche posa sexy con (molto) pochi vestiti addosso (niente seni e genitali in vista giusto qualche chiappa
  • R-18 non adatti a minori di 18 anni, porno hard o nudita' integrale tutti censurati (chi piu' chi meno chi al limite del ridicolo)
Al solito pubblichiamo la mappa dei booth a futura memoria.

la principale raccolta di porcone esibizioniste cosplayer giapponesi di alto livello...
I corridoi su 3 lati della sala sono lasciati liberi per le sessioni fotografiche con le signorine, ovviamente si paga tutto anche l'aria che si respira...

Il flyer dell'evento


Per l'occasione ci siamo avvalsi di un amico che si e' improvvisato reporter dato il poco tempo di preavviso a disposizione. La persona in questione che, per ragioni di privacy, chiameremo con il nome fittizio di ER-KUMA si e' recata (stoicamente e controvoglia - LOL Ndr) alla sede della convention per tastare con mano... la situazione e farci avere il proprio feedback in proposito.
Quello che segue e' un estrapolato delle conversazioni mail via cellulare tra mamoru ed Er-Kuma prima e dopo l'arrivo sul posto.

 -- inizio scambio di mail --

ER-KUMA: giornata uggiosa nonche' piovosa

mamoru: fammi capire: è normale un tempo così oppure quest'anno è particolarmente caldo?

ER-KUMA: piu' che caldo questo e' stato l'anno piu'  piovoso del millennio secondo me.
vorrrei trovare le statistiche di irraggiamento 2012 del giappone. non ricordo se e' stato Dic 2010 o 2011 che non ha mai piovuto da nessuna parte. ora siamo vicini allo zero. sotto durante il 25/26 col gisppone ovest sotto un metro di neve. ora Nippori in direzione delle vacche

mamoru : un poco di rispetto per signorine che non volendo lavorare usano il proprio giovane corpo per gozzovigliare. Tanto il gaijin che le sposa si trova sempre :D 
Ps a parte che ho trovato pure una sposata con un figlio che fa la "modella"...

ER-KUMA: ma io ho un enorme rispetto! Ed ancora di piu' se me la tirano dietro!

mamoru: quando le haafu ereditano la haafu giusta ...


ER-KUMA: piu' che haafu... daaburu :) si impasta da dio

mamoru: lol

ER-KUMA: Shimbashi, inizio a vedere sacchetti con acquisti in fase di ritorno. va bene che non compro ma spero rimanga da fottografare

mamoru: quelli sono i reduci del comiket 83 guarda caso (si svolge Ndr) li vicino al big sight...

ER-KUMA: forse avrei dovuto farmi entrambe :)

mamoru: il comiket è  gratis ma devasta...

mamoru: [17.17] fai conto che stanno twittando (l'organizzazione Ndr) di non girare per l'hotel in cosplay e di mettersi addosso almeno un cappotto nelle aree pubbliche... per me li sbattono fuori anche dal Nikko Tokyo (Hotel sede di questa edizione di Cosholic Ndr) lol

ER-KUMA: [17.20] eh no eh?!?! sto per entrare e pagare, ergo voglio vedere divertirmi e spedire foto agli amici!!!!

mamoru: [17.22] Occhio a non fare foto fuori dai lati della sala! Chiedi sempre

***
Dopo essersi registrato al banco dell'accettazione mostrando un documento per provare di essere maggiorenne ed aver scucito 2000 Yen di ingresso, ER-KUMA entra in sala...

ingrandite e gustatevi i dettagli (doveva fare molto caldo per averne cosi' tante in mutande... LOL) photo by Er Kuma




***
mamoru: [17.51] Houston l'abbiamo perso lol lol lol 

ER-KUMA: [18.02] mi son beccato la prima quasi spiegazione con 5 nippi che hanno tentato di spiegare e non ho del tutto capito tranne che e' un biglietto-foto / dvd per fila di tizie.
secondo te cosa e' gratuito? 

mamoru: guardare

ER-KUMA: lol
***
in pratica se compri (qualcosa), le standiste ti danno dei ticket per poter fare le foto a bordo salone (Ndr)

photo by Er Kuma

***

ER-KUMA:mentre ti scrivevo ha iniziato la haafu che mi hai mandato. mezzo kimono sopra e fundoshi sotto

mamoru: normale direi... :D  Penso che comprando (il materiale proposto dalle signorine ai banchetti Ndr) ti danno i biglietti per le foto.

ER-KUMA: intanto mi caccio nelle file di mezzo
 
mamoru: poi fai un salto al K-09 K-10 che volevo sapere come era la Lenfried dal vivo...

ER-KUMA: spett che guardd la mapp

mamoru: [18.17] tra 40 min circa arriva anche la ushijima iiniku (via twitter)

ER-KUMA: mandami un link al suo... viso

mamoru:


***
Alla buon'ora ER-KUMA raggiunge il booth K09...
***
ER-KUMA: [18.23] bel visino, molto carino, ma forse perche' e' la piu' piatta che e' la piu' vestita :)

mamoru: per una che si smutanda dopo 2 foto, non mostra neanche mezzo capezzolo, ma non si fa problemi a farsi fotografare mentre se la fa addosso...

*** 
Tra parentesi Lenfriend fa cosplay che etichetta come R-15... 


***  
mamoru: ti fa mica strano quando ti invitano a guardare i portfolio fotografici come se ti stessero offrendo assaggi al supermercato?

ER-KUMA: sto ancora girando tutto relativamemte in fretta. ad alcune nei servizi al muro mancava solo che si cacciassero dentro un vibratore. intanto si guarda :)

ER-KUMA: a-ri-e-su: e' una di quelle a cui manca solo il vibratore...

ER-KUMA: mi sento sfalsato con la realta'. sono quasi imbarazzato a guardare visettini d'angelo, ma che in realta' sono vacconi da corsa che come dici tu ti invitano a guardare i loro book tuttaltro che casti.  pazzesco, rischio di diventare con personalita' multipla!

mamoru: ti capisco. (pacca sulla spalla). lol
 
ER-KUMA: se le vedi le G2-G3 mi mettevano il book in mano. ho allungato il passo. vediamo se al prossimo giro lo prendo. il bello e' che non mi farebbe problemi comprarmi un giornale del genere in edicola.

 ***
Circolo "Fiction of D" booth G02-G03


 ***
mamoru: ecco lo vedi che mettono in imbarazzo..

ER-KUMA: la haaafu e' ancora a chiapponi fuori

mamoru: mi risulterebbe strano se si vestisse


ER-KUMA: [19.03] nel senso che e' l'unica ad avere gente a fare foto nostop

mamoru: come gli mancano le tette...(agli uomini giapponesi Ndr)

ER-KUMA: ma daaaaai questa volta una fanciulla mi ha aperto davanti una foto 60x40 appecorata coperta da un dito

mamoru: senza dito sarebbe stata indecente...

ER-KUMA: toh



mamoru: sfocata... :( (immagine migliorata durante la redazione del post Ndr)

ER-KUMA: questa qui mi ha appena messo questo disco in mano



mamoru: ahh la tradizione e la cultura giapponesi.... ROTFL

ER-KUMA: infatti mi ha detto "tradishionaru nihonno fundoshi ecc ecc" (no comment Ndr)

ER-KUMA:  ti ho appena fatto un regalo per cui mi dovrai essere debitore per sempre

E' lei o non e' lei? cerrrrrrrrrto che e' lei. (e non fate caso alle mezze nude sullo sfondo) photo by Er Kuma

mamoru: ahahahahahahahaahahahahahahah la Lenfried ahahahahahahahah
che porcona, pero' due colpi da dietro glieli darei volentierei (<< frase mai pronunciata ne pensata Ndr)

mamoru: comunque di la verita' ti tremano (e sudano) le mani...

ER-KUMA: no, mi tengo le mani sul collo per strozzarmi e non montarle quasi tutte. uomini e fanciulle che pesano quanto me sono escluse.

ER-KUMA: [19.39]  saro' pirla ma mi reputo l'unico non pirla a guardare gli originali mentre i nippo davanti a loro si guardano i book!


mamoru: hai perfettamente ragione, quelli sono completamente staccati dal mondo... :) 

mamoru: [19.43] nel frattempo (via twitter) l'organizzazione invita la gente in cosplay ad andare ai bagni nei luoghi di pubblico accesso COPRENDOSI CON UN CAPPOTTO.... mi sa che l'anno prossimo cambiano ancora location...va avanti cosi' vi trovate la pula. LOL 

ER-KUMA: no i bagni sono subito fuori della sala e bisogna andare oltre i bagni per assare davanti alla reception ed ora esco.

mamoru: allora a T03 T04 di solito fanno produzioni di buona qualita'.
Io comprai un cd di foto di un cosplay molto bello di Asuka (nessun nudo o roba sconcia tanto per precisare), la modella al booth era vestita esattamente come nella cover del dvd, ma si indicava dicendo "atashi atashi"("sono io io" Ndr) .... LOL
salvo poi scoprire che la tipa fa la AV (adult video Ndr) actress di lavoro... ri-LOL


 
mamoru: [19.52] spero ti sia divertito =) Attendo la scansione del catalogo.

ER-KUMA: birbantello! sara' fatto, ma per tua sfiga in tempi plantigradi.

mamoru: intollerabile. LOL

ER-KUMA: c'e' anche un separe' a fianco dei bagni. comunque ho guardato bene....
la mezza (doppia) culona aveva un bel po' di cellulite nonostante le calze color carne.
che sacrifici faccio per farti un buon servizio eh?

mamoru: cellulite ne hanno stai tranquillo... e se guardi bene le false magre vedi le loro belle smagliature grosse =)

ER-KUMA: ma ho perso la scommessa con me stesso: non ho aperto i book che mi mettevano in mano. il bello era vederle mentre commentavano le foto in mano alla gente... poi altre due cose:
1- quelli che poi andavano da loro stringendo le due mani per congratularne l'arte.
2- fanciulle (pubblico I presume) gnocche che si sono comprate una marea di book.
Anche le lesbiche dicono: alla figa non si comanda!

mamoru [20.01]
1- l'arte e' cosa bella, ma davvero non hai sfogliato nulla?
2- probabile che fossero altre modelle in cerca di materiale di riferimento da studiare
Ma di foto allora non te ne hanno fatte fare?

ER-KUMA: li mortacciss​imi molti nipponini facevano foto a scrocco, ma l'orsetto di 2m lo beccavano al primo scatto!
***
Questo e' arrivato anonimamente per mail alla fine della prima stesura...

Al primo eh ?? (Ndr) photo by Er Kuma
***
ER-KUMA: ho guardato gli originali e quello che era spalancato sul tavolo.
avevo quasi sempre un omino verde (quelli dello staff dell'organizzazione con la maglietta verde Ndr) vicino a me e risaltavo un pelo li' dentro. se sei un altra modella ne prenderai un paio ma hai tutto online...
mamoru: penso sia un modo per socializzare, quelle li sono una vera e propria associazione a delinquere finalizzata all'estorsione ai danni del genere maschile....sono in combutta, si aiutano a vicenda si danno le dritte e i contatti per il business grosso che sono le sessioni fotografiche PRIVATE (100 euro l'ora a PERSONA)

--- FINE --

Ringraziamo calorosamente ER-KUMA per il servizio pubblico fornitoci e per aver stabilito il record (che potra' al massimo venire eguagliato) di non aver speso uno yen oltre al biglietto di ingresso ed aver ottenuto una foto gratuita per mamoru dalla lanfried dicendo "ikko shasshin daijobu desuka?" (e meno male che non ha detto ikkai shimashou ka... Ndr)

Comunque sia: anche stavolta niente retata della polizia!

おまけ
Le 5 dell'Ave Maria (pude, lenfried, ushijima iiniku e tsukushi...)