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giovedì 20 luglio 2017

Fukushima e le scuole discarica

Ecco il primo postvideo.
Devo dire che e` piu difficile di quello che pensassi.

Vediamo cosa ne pensate


giovedì 5 luglio 2012

Incidente di Fukushima: indice dei post e link utili

Ad oltre un anno di distanza dall'11 marzo 2011 e' tempo di apportare qualche piccolo cambiamento al layout del blog: andranno a scomparire alcuni link sul lato sinistro della pagina e verranno inglobati in questo post, assieme all'indice degli articoli piu' significativi che abbiamo pubblicato, nonche' ad alcune risorse web che possono essere d'aiuto a chi cerca informazioni o vuole capire qualcosa di piu' sugli sviluppi della crisi della centrale di Fukushima e sulle sue reali conseguenze, al netto del vouyeurismo giornalistico che ha spesso ignorato i dati tecnici privilegiando il mero sensazionalismo. Un sentito ringraziamento va all'opera informativa e divulgativa portata avanti dagli amici di Unico-lab.

Risorse web e informazioni utili

A cura di Unico-lab
 

Il database in lingua italiana dei controlli alimentari in Giappone portati avanti dal ministero della Salute, Lavoro e Welfare (MHLW), una raccolta ordinata basata sui bollettini ufficiali. Spiegazione del funzionamento e dei risultati qui, inoltre non perdetevi gli approfondimenti settimanali sul blog!
A cura di Unico-lab


Tutte le misurazioni dei principali parametri tecnici dei reattori incidentati e delle piscine del combustibile esausto di Fukushima Daiichi costantemente aggiornati: temperatura e portata dell'acqua, portata di azoto nel PCV, pressione PCV, concentrazione di Xenon-135.
A cura di Giappopazzie e Unico-lab
su base dati CTBTO



Le misurazioni della concentrazione di contaminanti in atmosfera dalla stazione di monitoraggio ambientale di Takasaki, parte del network internazionale dell'Organizzazione per il rispetto del trattato sulla messa al bando dei test nucleari. In occasione dell'incidende a Fukushima Daiichi sono stati messi a disposizione i suoi sensibilissimi strumenti di misura e sono stati periodicamente resi pubblici i dati sui radioisotopi misurabili.
A cura del Research Center for Nuclear Physics dell'Universita di Osaka




Simulazione del decremento naturale della dose aerea durante un periodo 5 anni (necessita del plugin di Google Earth).


Raccolta di tutti i principali dati ambientali rilevati (pagina solo in giapponese)
Al disclaimer premere il tasto di sinistra (同意する, accetto).
- 航空機モニタリング結果 (secondo menu' dall'alto) per i risultati dei rilievi aerei di dose e deposizione al suolo di Cs134/137
 

Gli approfondimenti tecnici di Giappopazzie

Serie hardcore:
Post tecnico No.1: Tutto il giro dell'acqua a Fukushima
Post tecnico No.2: Quanta acqua ci sta nel contimento di un reattore di Fukushima?
Post tecnico No.3: a proposito dei generatori diesel di emergenza
Post tecnico No.4: approfondimento sulla struttura del R3 
Post tecnico No.5: misteri e complotti?

Crisi energetica nel Kanto e Tohoku
La produzione di energia elettrica in Giappone - parte 1
La produzione di energia elettrica in Giappone - parte2 (in lavorazione)

Serie divulgativa:
Il Fatto Quotidiano e l'intervista all'Ing. Paolo Ruffatti
L'Ing. Ruffatti risponde
BUFALE TERREMOTO E NUCLEARE !! 
Vogliamo e pretendiamo "la testa" di Visetti

La ricorstruzione 3D del reattore 3



Altri approfondimenti utili

Il rapporto preliminare WHO su Fukushima

Intervista di Unico lab a Sergio Manera, fisico ed Esperto Qualificato al LENA (Universita di Pavia) sul rapporto preliminare dell'Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS/WHO) circa le dosi di radiazioni ionizzanti stimate alla popolazione Giapponese a seguito dell'incidente di Fukushima Daiichi.

Come si forma un hotspot (o un microspot)?

Grafica: Yomiuri Shimbun

Il caso di Kashiwa (Chiba): l'acqua piovana dilava il terreno, affluendo in un canale di scolo. Durante questo processo i contaminanti, prima diffusi su di una ampia superficie si concentrano e possono trattenersi ed accumularsi assieme ai fanghi. Situazioni analoghe sono riscontrabili in tombini, grondaie e in tutti quei luoghi in cui si formano rigagnoli.


International symposium in Fukushima - Radiation and health risks

 
Video streaming by Ustream

Opening Addresses:
Introduction : Kenzo Kiikuni (Sasakawa Memorial Health Foundation, Japan) David L. Heymann (Chatham House Centre on Global Health Security, UK)

Speakers:
Yohei Sasakawa (The Nippon Foundation, Japan) Shin-ichi Kikuchi (Fukushima Medical University, Japan)

Video message by Margaret Chan (Director General, World Health Organization)

Keynote Speeches
The accident, the workers and the public Makoto Akashi ( National Institute of Radiological Sciences, Japan)

Altamente consigliato (specie ai giornalisti) 

Da 1:31:44 The recommendations of the International Commission on Radiological Protection vis-a-vis the Fukushima Dai-ichi NPP accident aftermath Abel Julio Gonzalez (International Commission on Radiological Protection; Autoridad Regulatoria Nuclear, Argentina)

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sabato 8 ottobre 2011

Post Tecnico No.5: misteri e complotti?

Ai potenziali lettori: questo post fa parte di una serie di scritti che raccolgono delle considerazioni tecniche postate in sul blog unico-lab, in merito a svariati aspetti dell'incidente della centrale di Fukushima 1. La pubblicazione su giappopazzie viene fatta solo per comodita' di rielaborazione e per avere un backup delle quattro riflessioni raffazzonate che l'autore ha messo assieme in questo periodo e che, tutto sommato, vale la pena di rendere di pubblico dominio.

Grazie per la comprensione.
mamoru
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Premessa
Quelli che seguono sono solo un paio di esempi della miriade di cazzate (anche piu' gravi) che compaiono da 6 mesi a questa parte su Internet.
Se non stessimo parlando di cose serie che stanno avendo un forte impatto emotivo sulle persone non mi sprecherei nemmeno a commentare, ma ogni tanto quando qualcuno sbrocca e si lascia trasportare dall'onda del grande gombloddo invocando misteri e trame, e' bene ricordargli che ci potrebbe essere una spiegazione logica.

Questo per dire che dietro al mistero molte volte c'e' l'ignoranza tecnico/scientifica ed i complotti sono una giustificazione veloce alle proprie paure ed alle proprie lacune.
Sottolineo che ogni uomo ha il sacrosanto diritto di preoccuparsi, ma solo per le cose sensate lasciando perdere le paure irrazionali, gli sciacalli che ci marciano sopra e le persone che, per scarsa preparazione, fomentano paura ed insicurezza.

Sia chiaro e' piu' che lecito porsi delle domande, ma come diceva Guzzanti:


"... La risposta e' dentro di te... e pero' e' sbagliata."


Analisi-1

Qui ci e' cascato "Le blog de Fukushima" che, tra svariate cose di cui non mi occupero' direttamente qui, ci informa che Tepco avrebbe rilasciato dati incongruenti sul combustibile caricato nei 3 reattori incidentati della centrale Fukushima 1 e presenta al lettore una tabella con la comparazione delle quantita' di combustibile secondo tre "fonti" :

1- Ambasciata di francia in Giappone (1999)
2- Dati ufficiali Tepco (2010)
3- Calcoli di Tepco pubblicati in un comunicato stampa di agosto 2011



Presentata cosi' la questione sembra plausibile a prima vista, con cifre assolutamente diverse tra loro. Tuttavia e' lecito chiedersi se questi (Tepco) possano essere cosi' cretini da raddoppiare il combustibile che ci sta in un reattore nucleare o di fare la figura di quelli che danno numeri a caso.

Iniziamo dalle fonti: quella dell'ambasciata la prendo per buona, in fondo non ho voglia/tempo di controllare e il mio francese fa schifo (da troppo tempo ormai).
La roba Tepco invece ce l'ho archiviata anche io e so dove trovarla velocemente in caso di necessita'.

Una prima cosa interessante e' che i dati francesi, rispetto ai cosiddetti dati i Tepco 2010  mantengono un rapporto abbastanza costante:

69/78 = 0.88
94/105.4 = 0.89
94/102.5 =0.91

Consideriamo poi che "i dati ufficiali Tepco" 2010 sono in realta' quelli presi dalla tabella di PR con la descrizione generica della centrale  e sono valori senza decimali (verosimilmente arrotondati al massimo valore caricabile in reattore), mentre quelli francesi paiono dati di carica effettivi (e probabilmente relativi ad una dato periodo).

L'apparente differenza con la fonte francese si spiega cosi’:
- i giapponesi danno la massa di Uranio metallico nel combustibile
- i francesi considerano il totale di diossido di uranio che, guarda caso, 1 tonnellata di UO2 equivale a 0.88 tonnellate di U.

La tabella sottostante suffraga tale rapporto approssimativo (ricavato dai pesi atomici)

Esempio di composizione tipica di combustibile per reattori BWR e PWR
Ratio BWR = (175-23)/ 175 = 0.86

Quindi parlano della stessa cosa e della medesima quantita’: un mistero risolto

L’ultima riga della tabella e’ invece concettualmente sbagliata (e di brutto).
E' infatti presa da questa relazione sullo stato di raffreddamento dei reattori (loro linkano l'originale giapponese e una pagina tradotta in francese) e la riporto qui sotto in giapponese e inglese:




Il sito, nel fare la considerazione sui valori sballati di combustibile (parliamo di quasi il doppio) ha preso in considerazione le 120t (R1) e le 164t (R2,R3) riportate sotto la voce 全燃料量 (quantita' di combustibile totale) ignorando il significato del calcolo che ne segue, ossia il tempo necessario al riscaldamento delle barre di combustibile da 300°C fino alla temperatura di 1200°C (alla quale si innesca la reazione H2O Zirconio).
Ripeto: delle barre di combustibile, di tutta la barra.

Per questo calcolo si ricorre ad una semplice relazione di termodinamica


P = (m * Cp * ΔT) / t

dove 
P e' la potenza termica in gioco in kW
m e' la massa del materiale a cui si trasmette il calore in kg
ΔT e' il salto di temperatura (1200-300=900) in °C
t e' il tempo in s
Cp e' la capacita' termica massica in kJ/kg°C

da questa relazione Tepco ha derivato  l'incognita tempo t: tempo necessario, in ipotetica assenza di raffreddamento, al riscaldamento dell'intero assembly di combustibile da 300 a 1200°C a causa del calore di decadimento del combustibile nella condizione peggiorativa di perdite di calore nulle.


L'inghippo e' proprio questo: un reattore nucleare non e' una lavatrice dove si butta dentro un misurino di detersivo e via; e' necessario che i pellet di combustibile siano supportati e contenuti in un insieme di barre collegate da una apposita struttura.

Il contenuto di tale struttura, ossia il combustibile utile (UO2) trasmuta durante la fissione generando calore che diverra' poi energia elettrica, mentre l'involucro in Zircalloy non si altera durante il normale funzionamento (adesso qui arrivano i fisici e mi cazziano).

E' pertanto chiaro che questi confondono la massa dell’assembly completo (barra in Zircalloy+ pellet in UO2) con quella del solo combustibile. Ed e' altrettanto logico che cento tonnellate di pellet siano supportate da almeno una cinquantina di struttura (ad esempio io non ci farei troppo affidamento ad incartarle con la pellicola di alluminio...) .

Per chi non lo avesse ancora notato, abbiamo un certo rapporto tra il valore della massa di combustibile dichiarata da Tepco nei dati di impianto e quella dell'assembly derivata dal documento con il calcolo dei tempi di surriscaldamento delle barre prive di raffreddamento:

69/120=1.74
94/164=1.74

In pratica l'assembly ha una massa totale pari a circa 1.74 volte quella dell'Uranio nel combustibile.

Da un documento Tepco del maggio 2010 e' possibile risalire al tipo di assembly utilizzati con il R3 (MOX e 9x9 tipo A), inoltre vengono indicati 2 fornitori di combustibile: Belgonucleaire e FBFC international (Areva). Tuttavia non ho trovato dati utili dalle suddette aziende e qui sotto trovate le dimensioni di un assembly 9x9 per reattori BWR di una azienda giapponese che presupponiamo essere grossomodo standard.



Andando a riprendere i dati di base di Fukushima 1 abbiamo:
- R1               : 400 assembly da 4.35m
- R2, R3, R4 : 548 assembly da 4,47m

Dimensionalmente compatibili con l'illustrazione.

Facendo due conti abbiamo che:

massa assembly R1 = 300kg * 400 = 120000 kg =  120t
massa assembly R3 = 300kg * 548 = 164400 kg = ~164t

Visto che sono uno pedante e malfidente ho verificato la verosimiglianza dei dati soprariportati confrontandoli con la quantita' di combustibile esausto rimossa mediante cask dai reattori di Fukushima 1 nel 2006 (qui sotto uno shot del passaggio di nostro interesse).

96 assembly BWR da Fukushima-1 circa 16t di U (in 3 vessel da trasporto NFT 32B)

Per chi fosse interessato:

Il cask NFT 32B per gli assembly esausti (Nuclear Fuel Transport ltd)


Tornando a noi e ricapitolando: se 96 assembly fanno 16t di uranio totale allora abbiamo

16/96 = 0.167t = 167 kg

di U per ogni assembly ossia:

167 * 1.74 = 290 kg
 
di massa totale dell'assembly, che riconferma l'ordine di grandezza di quanto sopra (i ~300kg dichiarati dal produttore).

Il tutto risulta essere compatibile con quanto calcolato e dichiarato da Tepco: altro mistero risolto.


Conclusione-1

Come si e' potuto vedere c'era una risposta razionale, bastava cercarla facendo una analisi tecnica sensata. Per questo ed altri motivi abbiamo continuato a dissentire dalle posizioni estreme di certo giornalismo: perche' ci sono persone che non hanno gli strumenti tecnici e le conoscenze per poter fare analisi di questo tipo, ma ancora peggio non riconoscono i propri limiti e non si rendono conto di quando devono chiedere la collaborazione altrui preferendo sparare a vanvera.
Anziche' tapparsi la bocca (questo vale soprattutto per quei soloni che da noti giornali di tiratura nazionale lanciano anatemi senza cognizione di causa).

Analisi-2
 
A questo proposito mi torna in mente che qualche settimana fa venne rilanciata, mediante il solito tam tam via social network, la notizia del recente ritrovamento di Iodio 131 nei fanghi di depurazione in giro per tutto il Giappone (con tanto di tabella con i dati pubblicata su ZakZak).
Un certo blog titolo' addirittura di una possibile ripresa di reazioni nucleari nella centrale di Fukushima-1, visto che (secondo loro) "non esiste un'altra fonte di I-131 se non le centrali nucleari." (su segnalazione di toto specifico che qui va inteso come "rilascio da incidente nucleare").

Peccato che esista un'altra fonte di I-131, dato il suo utilizzo come radiofarmaco negli ospedali: le urine dei pazienti.

Se pensate che scherzi confrontate il tasso di I-131 nei fanghi di depurazione di Tokyo nel periodo '83-'94 con quello in giro per il veneto negli ultimi anni.

A Tokyo:

Le quantita' rilevate in giro per il Giappone erano di questo ordine di grandezza
(la colonna I-131 va moltiplicata x1000 per avere Bq/kg).

In veneto:





Tralasciando volutamente il depuratore di Campalto (VE) che raggiunse i 1119Bq/kg nei fanghi del 2008.  (Fonte ARPA Veneto)

Conclusione-2
Perche' scatenare il panico e lanciarsi in improbabili ipotesi senza consultare nessuno fidandosi delle proprie certezze basate sul nulla?
La realta' e' estremamente complessa e molto spesso va oltre il nostro orticello.

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domenica 1 maggio 2011

Post Tecnico No.4: approfondimento sulla struttura del R3 (upd 02)

Ai potenziali lettori: questo post fa parte di una serie di scritti che raccolgono delle considerazioni tecniche postate in sul blog unico-lab, in merito a svariati aspetti dell'incidente della centrale di Fukushima 1. La pubblicazione su giappopazzie viene fatta solo per comodita' di rielaborazione e per avere un backup delle quattro riflessioni raffazzonate che l'autore ha messo assieme in questo periodo e che, tutto sommato, vale la pena di rendere di pubblico dominio. Capisco che molti vorrebbero il ritorno al vecchio regime di post, ma al momento vi chiedo di pazientare (tranquilli, che almeno Luca da Osaka non vi dimentica).

Grazie per la comprensione.
mamoru
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Della stessa serie:
Post tecnico No.1: Tutto il giro dell'acqua a Fukushima
Post tecnico No.2: Quanta acqua ci sta nel contimento di un reattore di Fukushima?

prima pubblicazione del 1 maggio 2011 
prima correzione refusi e aggiunte nuove  illustrazioni 4 maggio 2011
aggiunta di nuove fotografie in fondo al post del 9 maggio 2011

Nota:
Il modello mostrato nel post e' stato ricostruito a partire da vari report ufficiali, rilasciati negli scorsi anni della TEPCO. I layout interni si riferiscono alle principali opere in cemento armato di cui si e' trovata traccia in vecchie analisi strutturali dell'edificio R3 della centrale di Fukushima 1.
Non si debbono pertanto ritenere come fedeli rappresentazioni della costruzione reale, bensi' come una "best guess" derivata dalla lettura dei dati in nostro possesso; le rappresentazioni grafiche sono in scala e l'errore di rappresentazione e' probabilmente sotto al 5%. Trattandosi di illustrazioni tratte da schemi di scarso dettaglio tecnico, mancano pertanto compartimentazioni, scale, porte e aperture di servizio.

Del relativo locale turbine (T/B 3) si e' gia' discusso in un post precedente.

Nota provvisoria:
Il post e' numerato 4 poiche' il 3 e', al momento, ancora in lavorazione. =)

Analisi

Di seguito riportiamo le principali caratteristiche del R3.


Generalita' impianto
Potenza elettrica
MW
784
Inizio costruzione
10-1970
Entrata in servizio
03-1976
Tipologia reattore
BWR
Sistema di contenimento
MARK I
Principale contractor
Toshiba (東芝)
Manufatti di produzione domestica (jp)
%
91
Reattore
Potenza termica
MW
2381
Numero assembly combustibile
No.
548
Lunghezza assembly combustibile
m
circa 4,47
Barre di controllo
No.
137
Diametro RPV
m
circa 5,6
Lunghezza RPV
m
circa 22
Massa RPV
t
500
Altezza contenimento
m
circa 34
Diametro tratta cilindrica contenimento
m
circa 11
Diametro zona sferica contenimento
m
circa 20
Quantita' acqua in S/P
t
2980
Turbina
Velocita' di rotazione
rpm
1500
Temperatura vapore in ingresso
°C
282
Pressione relativa vapore
kg/cm2
66,8

L'edificio del R3 (analogamente agli altri 5 presenti sul sito) si compone di 5 piani e, come da standard giapponese, il primo piano e' indicato come 1F (niente piano terra per intenderci).
 
 Rappresentazione schematica in trasparenza del R3


Le elevazioni tra parentesi si riferiscono al pavimento di ciascun piano rispetto al piano di riferimento (il camminamento fuori dai reattori R1~R4 e' tra i +9000 e +10000).

B1F (OP-2.060)
Il piano piu' basso del R/B del R3 si trova sotto il livello del terreno di circa 12 metri, si tratta di quello piu' grande del complesso del reattore a causa degli impianti in esso contenuti: l'intero toro della suppression pool e' all'incirca al centro del piano, circondata da una muratura di spessore 1,5 metri, irrobustita da quattro pareti oblique di spessore 1 metro che conferiscono alla sala una forma ottagonale. Il piano poggia su un mat in calcestruzzo di circa 4,5 metri di spessore.



Altre utenze di rilievo presenti sul piano sono:
- No.4 pompe del circuito RHR (Residual Heat Removal) ed i relativi scambiatori di calore
- No.1 (quantita' da confermare) pompa del circuito HPCI (High Pressure Coolant Injection)


1F (OP +10.200)
Si tratta del primo piano fuori terra del R/B del R3. E' presente una apertura dal lato opposto al T/B che si protude verso l'esterno dell'edificio, mentre evidenziata in rosso abbiamo la sala da cui le tubazioni che escono dal RPV convogliano il vapore verso il T/B.
Le pareti perimetrali sono di circa 1.300 mm di spessore.



2F (OP +18.700)
Il soffitto di questo piano e' all'incirca alla stessa altezza di quello del vicino T/B, esattamente sopra la sala di passaggio delle tubazioni del vapore del 1F, c'e' una sala che viene utilizzata per le operazioni di sfiato in caso di sovrappressione.



3F (OP +26.900)
Da questo livello la struttura inizia a circoscriversi considerevolmente attorno al D/W e si comincia a vedere il fondo della piscina (evidenziato in verde) in cui vengono poste le barre di combustibile tolte dal reattore.



Il piano ha pareti perimetrali da 900 a 1.100 mm di spessore, mentre notiamo che la zona della piscina del combustibile e' posta all'interno dell'edificio, distanziata di circa 3 metri dall'interno dei muri esterni, e' dotata di pareti da 1.400 a 1.850 mm

4F (OP +32.300)
Come visto con il precedente piano, anche qui possiamo osservare lo sviluppo della struttura di contenimento della piscina delle combustibile (sempre in verde) e della vasca utilizzata per l'allagamento del D/W durante le operazioni di movimentazione delle barre a reattore fermo.



Lo spessore delle pareti perimetrali scende a 600 mm, mentre si notano ulteriori rinforzi alle due estremita' opposte del D/W con spessori analoghi al piano inferiore.
Nell'immagine, per praticita' di illustrazione, non compare il "tappo" in calcestruzzo che chiude superiormente il D/W, proteggendo la sommita' del reattore.

5F (OP +39.920)
Si tratta del piano tecnico sul quale vengono fatte le operazioni di carico/scarico nel RPV.
Dovrebbe essere dotato di un macchinario per il cambio del combustibile che viaggia su rotaie e permette il trasferimento dal RPV alle piscine durante i fermi impianto.


(nota a cura di Toto - Unico-lab)

Il cambio combustibile è fatto integralmente sott'acqua, per nessuna ragione le barre vengono tolte dall'acqua durante il refueling. Le barre sono accorpate in assembly che hanno un gancio sopra dopo vengono arpionate. Tutta la parte superiore del PCV viene allagata, vengono aperte delle parti mobili che mettono in comunicazione la piscina con il PCV e attraverso un meccanismo a due porte le barre vengono trasferite dal RPV alla piscina. Il piano tecnico viene utilizzato per appoggiare il tappo del PCV e quello dell'RPV. A seconda dell'attivazione del tappo dell'RPV gli operatori decidono se immergerlo o meno nella piscina di servizio il cui scopo è più che altro di schermatura e non tanto di raffreddamento.



Il 5F sul R4 si presenta secondo lo schema riportato qui sotto (scusate la grafica striminzita):

In alto vista  in pianta in basso sezione laterale 5F R4 (schema semplificato)

Nel caso riportato in figura (R4), dopo l'allagamento della parte superiore del D/W  le barre vengono trasferite attraverso un canale profondo 8 metri all'interno della piscina del combustibile esausto, che e' ancora piu' profonda rispetto al pavimento del 5F, cio' sembra concordare con l'assemblaggio delle planimetrie di R3 che danno circa 13 metri di profondita' da pavimento 5F al fondo della vasca del combustibile.

CRF (OP +47.820) - "Crane Floor"
Non e' un vero e proprio piano, bensi' il livello appena sopra al 5F, a cui sono posti i binari di scorrimento del carroponte a servizio del locale reattore. In questa area tutte le pareti laterali hanno uno spessore di 300 mm.



Le strutture di rinforzo del sottotetto sono indicative, in quanto mancano dati sull'esatta conformazione delle capriate e delle ulteriori strutture di irrigidimento della struttura.

RF (OP +55.720) - "Roof"
Il tetto dell'edificio completa la costruzione.

Qui di seguito trovate riassunte le principali dimensioni dell'edificio e l'altezza indicativa dei diversi piani. Nella vista in pianta potete osservare la posizione del centro del RPV, spostata verso il T/B (direzione mare se guardate le fotografie).

Principali dimensioni e ingombri R/B 3 (in mm salvo diversamente specificato)

Il confronto con lo stato attuale
Dopo questa introduzione alla conformazione dei vari piani del R3 andiamo a visionare una fotografia scattata in loco che ritrae la situazione attuale dell'edificio.


Comparazione R3 con strutture R2 e R4, apparente ammanco di almeno due piani (CRF e F5)
La sovrapposizione di R3 su R2 e' funzionale alla proiezione dei piani sull'altro edificio

Andiamo ora a sovrapporre alcune immagini virtuali alle strutture reali:

1) Vista dall'alto R3 e R4 lungo la verticale


In giallo il coperchio del D/W in "posizione di lavoro" e alla sua sinistra in verde la piscina del combustibile che, stando alle planimetrie, si estenderebbe in profondita' da 5F a 3F. Trovate R4 a sinistra e R3 a destra, per il primo si suppone che il layout del locale reattore sia comparabile a quello del secondo.

2) Vista frontale presa in volo

 Fotografia aerea R3

Sovrapposizione approssimativa modello e fotografia R3.

 Qui e' piuttosto difficile sovrapporre correttamente le due immagini. Le due costruzioni in cemento sul fronte destro dell'edificio non fanno fede in quanto sono solo dei riferimenti grafici, poiche' non vi era indicazione alcuna delle loro misure nei disegni della centrale esaminati.
A prima vista sembrerebbe che R3 abbia subito il collasso completo di CRF, F5 e parzialmente anche di F4 (le solette potrebbero avere sezione diversa nello stesso piano e pertanto ci potrebbero essere stati dei crolli localizzati). Spostandosi verso il lato T/B, sembrerebbe che li' la struttura abbia resistito meglio: proprio in quella zona ci sono le pareti in calcestruzzo ad alto spessore a sostegno del D/W, mentre anteriormente all'edificio ci sono piu' "vuoti", probabilmente maggiormente esposti a cedimenti.
Tuttavia questa e' solo una ipotesi all'interno di una serie di considerazioni personali, fatte con pochissimi elementi concreti.

Alcune nuove fotografie scattate sul posto e uppate via Flickr ci mostrano alcuni dettagli di R3 e R4 (link qui). Su questa fotografia del R4 vediamo bene sia il carroponte di servizio sul CFR (la struttura di acciaio grigiastro larga quanto l'edificio) che l'attrezzatura di refuelling (in verde chiaro).

R4 vista lato S: carroponte di servizio (la "trave" grigia in alto) 
e l'attrezzatura di refuelling (verde chiaro appena sotto a dx)



R4 vista lato S: zoomata dalla precedente angolazione

Una struttura similare al carroponte di R4 la troviamo anche in questa foto di R3, in pratica si vede l'estremita' di quella che potrebbe essere un carroponte bitrave caduto dal CRF sul 5F in quanto si e' trovato privo di uno dei binari di appoggio. Nella fotografia si vedono, in basso, i pilastri con la caratteristica protusione su cui solitamente si appoggiano le travi coi binari di scorrimento delle gru a ponte. Sono capovolti rispetto alla loro posizione normale in quanto si sono tranciati e si sono ribaltati verso esterno dell'edificio.

R3 vista lato W:pilastri del CRF tranciati e a testa in giu' (in basso)
carroponte di servizio (?) in alto al centro.

La caduta pare avvenuta all'incirca a cavallo della posizione del reattore, in pratica il carroponte di servizio starebbe facendo da "tetto" ad almeno meta' del tappo in cemento che copre l'imbocco del D/W del R3. Il che non e' detto che sia un male.

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giovedì 28 aprile 2011

La vignetta della settimana 4 (black ediscion)

Dedicata a quelli che "i giapponesi non sanno che cosa sia il sarcasmo".


Dosimetro all'interno di una residenza privata nella citta' di Fukushima a circa 67km dalla centrale

 Lo shot dello stream linkato qui sopra:


Letteralmente si legge "utsukushimafukushima"(うつくしまふくしま) e' lo slogan adottato dalla prefettura anni fa per una sorta di promozione territoriale/turistica. Lo slogan pare si origini dall'unione di un termine arcaico giapponese e della parola isola (shima, per via della somiglianza dei confini della prefettura con l'Australia). Inoltre penso che sia stato strutturato con la parte iniziale "utsukushi" che suona un po' come utsukushii (bello, splendido).


Ovviamente, dato il contesto, non possiamo che notare un certo sarcasmo....

Diciamo che in poco tempo a Fukushima sono passati da "attrattive zero" ad attrattiva mondiale (for the wrong reasons)

Mettiamo in lizza anche questo di Sendai:


FACEPALM

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おまけ (l'angolo bonus che da tanto mancava)

Questa invece la candido per la miglior nippo-trollata dell'anno; sulla mappa abbiamo Fukushima Dai ichi (in alto) e Fukushima Dai ni (in basso).

Opera di anonimo trollone giapponese
"coincide perfettamente" (pixel su schermo - 2011)


Un aiutino per la comprensione:

 キ━━━━(´Д`)━━━━テ

.