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giovedì 5 luglio 2012

Non paghi non preghi.


Immaginate di essere incinta.
Immaginate di essere Giapponesi che sfortunatamente si appoggiano ad un Jinjia o otera per le proprie preghiere.
Assimilate nella vostra testa che in Giappone ci sono templi per ogni cosa:
-Templi ove le puttane pregano per non prendere malattie (non fare quel lavoro non è un opzione)
-Templi dove le future mamme vanno a pregare per avere un figlio (Magari invece di perdere tempo se il piccolo non arriva perché non chiedere un aiuto medico?)
-Templi dove gli studenti pregano per passare gli esami (Studiare sodo no?)
-Templi per avere successo negli affare e chiudere i debiti (Cercare di non fare debiti no?)

Diciamo che nella loro cultura come nella nostra ricercano un aiuto esterno, un potere magico che gli riempia della forza necessaria per affrontare una sfida.

Ma qual il business rasenta il ridicolo.
Ora arriveranno i soliti anti cattolici, la religione cattolica fa lo stesso.
Io rispondo un prete cattolico ti può vietare di pregare se non paghi? No mi rispondo da solo.

Immaginate che una madre come in molti processi naturali non riesca a portare alla fine una gravidanza. Magari dopo questa disavventura vuole  sfogarsi pregando, vuole pensare che ci sia un entità superiore a cui rivolgersi e che ci sia un disegno.

Una cattolica va in chiesa e prega, la cosa magari l` aiuta psicologicamente oppure no.

Immaginate una giapponese che invece come tutti i giapponesi ricerca in questo caso il tempio specializzato per la sua necessita`. Ne trova uno che si occupa di gravidanze perdute. Ci si reca ma li ha una sorpresa.

Arrivata cerca di andare al punto di preghiera ma lo staff la blocca. Sono 20.000yen per la cerimonia base, 50.000 per quella lunga e 400.000 per la cerimonia con foglietto votivo inserito nell` altare per sempre.

La povera donna dice "voglio solo pregare non mi serve la cerimonia grazie."
Lo staff chiude la porta al tempio e dice qui non si prega si fanno solo cerimonie e chiude anche lo spioncino che aveva lasciato aperto.

Come cazzo fa un monaco a chiudere la porta in faccia ad una donna che ha perso un piccolo.
Che schifo.......

mercoledì 2 dicembre 2009

La scelta - la situazione aziendale giapponese e non

Scusate la mia assenza ma tra il problema multa, il problema lavoro e il problema invasione di parenti a natale non ho avuto molto tempo libero.

Oggi parliamo della famigerata scelta che dovevo prendere.
Dividerò il post in tre mini post per ragioni di tempo.

Ecco come ho valutato la cosa e per spiegarvelo devo fare il giro moooolto largo.

Per prima cosa parlerò della situazione aziendale e dei meccanismi che ci stanno dietro, sono sicuro che molti riconosceranno la loro situazione lavorativa.

Per ragioni di sicurezza professionale questa volta non faro i nomi delle ditte coinvolte ma tanto li sapete no?

Bene un grande multinazionale come altre ha molti PC e altri macchinari, per gestirli servono tecnici ma questi tecnici devo essere disposti alla mobilita e sopratutto devono impegnarsi nell' aggiornarsi con le nuove tecnologie.

Inoltre il mercato e' molto flessibile, i linguaggi e i sistemi cambiano molto di frequente con i cambi dei fornitori di servizi informatici.
Quindi alla multinazionale non conviene piu avere tecnici interni che magari hanno conoscenze obsolete meglio affidarsi a un fornitore esterno.

La ragione principale sono i costi perciò chi si becca il progetto e' la ditta che promette di piu a prezzi inferiori.
Qui arriva la multinazionale di prodotti informatici che promette mari e monti per quattro soldini rispetto agli altri operatori. Questa famigerata ditta si sta insinuando nella maggior parte delle multinazionali vendendo prodotti scadenti che faranno impazzire i tecnici locali.

Vendendo una serie di prodotti la ditta informatica devo fornire il personale di supporto ma se il supporto deve essere fatto su prodotti scadenti si rende veramente difficile avere una buona immagine verso i clienti.

Infatti il supporto tecnico deve seguire tre regole principali:
-Costi
-Preparazione tecnica
-Soddisfazione del cliente

Ora la multinazionale essendo americana preferisce pagare in Dollari statunitensi, ma essendo noi locati in Giappone ed avendo un super Yen la ditta di servizi informatici che ha venduto già un prodotto sotto costo perde valanghe di soldi solo con il cambio svantaggioso.

Ma per loro non e' un problema perche furbamente per gli stessi motivi elencati sopra cioè aggiornamento tecnico degli ingegneri e mobilita' la stessa ditta di servizi informatici non assume personale a suo nome ma fa un bando di concorso a altre aziende per il supporto locale.

Qui arriva un altra azienda di servizi informatici locale che offre una serie di servizi a basso costo e promette mari e monti all' azienda informatica principale.

L' azienda informatica che vende il progetto alla multinazionale e' ben felice di delegare un altra azienda al supporto informatico perche'?

Semplice loro sanno già che l' azienda locale:
-Fara lo stesso giochino di delegare qualcuno per le risorse umane
-Fara di tutto per mantenere le aspettative dell' azienda principale

Ma sanno anche che:
-Nessuno può mantenere degli standard decenti se si lavora sotto costo.
-E' realmente difficile soddisfare il cliente

La ditta informatica locale deve:
-seguire tutte le regole e il modus operandi richiesto dalla ditta centrale
-Deve dare i servizi in tempi ristretti
-Dovrà dare i servizi solo con l' utilizzo di quattro tool che limitano le possibilità' di
azione e soluzione
-Se vorrà provare un operazione al di fuori delle azioni standard prescritte dovrà essere
richiedere l'approvazione dalla ditta appaltatrice centrale
-Come azienda che si trova al fronte sarà soggetta alla valutazione del cliente

Ora specifichiamo che le operazioni al di fuori dello standard anche se utili e funzionali saranno quasi sempre negate e non approvate.
Ma Il team avrà un target di SLA (Service level agreement) del 98.5 percento anche se questo e' impossibile.

In tutto questo ambaradan di aziende, livelli, regole e tempi massimi l' azienda locale non dovrà scendere sotto un punteggio di 4.8 su 5 da parte dei singoli utenti.
Ma anche questa cosa sarà impossibile da fare perche le azioni degli ingegneri sono limitatissime.
(Si potrà realizzare un punteggio cosi solo se si ha un simpatico italiano che sa lavorare in un modo diverso con ogni utente senza seguire il manuale ma sopratutto facendo credere al cliente che sta facendo il doppio di quello che umanamente possibile e il triplo di ciò che contrattualmente accettabile. hehe)

Comunque con la crisi economica e il cliente taglia i costi e perciò la multinazionale di computer riduce i propri e ciò non la preoccupa perche?

Semplicemente perche può scaricare le responsabilità sulla ditta locale che per mancanza di strumenti non riesce a mantenere i tempi richiesti e sopratutto non soddisfa il cliente finale.
Quindi in questa catena il capro espiatorio e' sempre la ditta locale che dovrà su richiesta della ditta centrale tagliare e punire i propri dipendenti.

Ma giustamente la ditta locale non e' scema, non si imbarca in un progetto portando il suo personale fisso in questa odissea. Cosa fa?
Anche lei subappalta e prende il personale da delle aziende interinali, ad un certo punto se quel personale dimostra sudditanza assoluta lo assume a contratto per quel singolo progetto.

Io fortunatamente e sfortunatamente non sono assunto direttamente.
Fortunatamente perche nel caso di un mio collega il simpatico boliviano il trasferimento e' stato obbligatorio lui non ha avuto scelta.
Sfortunato perche non ho certi bonus e sopratutto un contratto di almeno un anno.

Primo ragazzi ricordatevi almeno nell' ambiente informatico questi giochini avvengono ovunque nel mondo mi sono rassegnato sul piano assunzione a vita.

Analizzato questi giochini ho pensato cosa e' successo alla ditta precedente, hanno tagliato i costi e il personale, quest'ultima non e' giustamente riuscita a gestire il lavoro e ha fatto un macello.

La multinazionale di servizi informatici ha dato la colpa alla azienda locale salvando la faccia con un nuovo bando. Da quello che ho capito hanno fatto questo giochino un bel po di volte.

Ora mi direte "ma Luca non restare allora in un futuro prossimo toccherà anche alla vostra ditta e a te."

Questo l' ho pensato anche io allora ho analizzato il personale che stato integrato nella nostra azienda dalla precedente progetto. Perché sono stati richiamati dentro?

Semplice qualcuno aveva saputo leccare il culettino delle persone giuste ma uno o due era rimasti per espressa richiesta del cliente finale o per richiesta della multinazionale di servizi informatici tutto per la loro capacita' di gestire i problemi.

Bene specifico non so leccare il culo e non ci riesco neanche se mi impegno quindi niente da fare per il lecchinaggio.

Ma sulle essere apprezzato sono un professionista ma l' unico problema e' che per essere apprezzati tanto per fare un esempio pratico bisogna saper dipingere una cappella sistina in 15 minuti usando uno stuzzicadenti e solo tre colori da combinare per averne altri.
HAAAAA dimenticavo niente scala per raggiungere il soffitto ci si deve arrampicare come spider man e dipingere a mo di stampante a aghi.
Capite come e' la nostra situazione di lavoro?

Bene io sono apprezzato dai clienti e sopratutto sono apprezzato da dalla ditta committente perche riesco a fare la sistina nel suddetto modo.

Quindi non mi preoccupo piu di tanto di un cambio di ditta locale.

Che ne pensate della situazione vi ricorda qualche vostro lavoro passato?
continua nel prossimo post.
Ciao

P.s. scusate se sono piu sgrammaticato del solito ho la batteria a zero (quella del cervello)

venerdì 13 novembre 2009

Banche Giapponesi un paradiso per un Italiano

Oggi faccio un post amorevole in cui elogio il Giappone.
Lo faccio per mostrare che non tutto incasinato come in Italia e che ci sono dei settori direi paradisiaci comparati al bel paese.
Inoltre devo spezzare un po il ritmo sui post ne sto facendo una caterva che elencano i problemi del sol levante.

Oggi vi parlerò delle banche.
Per chi come il sottoscritto e' arrivato nell' ultimo decennio una delle cose che forse mi ha colpito di più sono le banche.

Tralasciando per una volta i problemi burocrati e razziali che si posso avere usando una banca giapponese devo dire che le banche italiane fanno vomitare.
Il servizio in Giappone e' eccelso, poche code, le attese di solito avvengono in su un comodo divanetto.
Uno poi non che aspetti di lanciarsi verso lo sportello appena si libera, si ha il proprio numerino come dal salumiere che vi e stato consegnato da una signorina che perennemente vive davanti alla macchinetta per i numeri e come compito deve solo premere il bottone giusto relativo alla sportello che si occupa della pratica necessaria al cliente.
Poi gentilmente porge il numero al cliente e lo fa accomodare sui divanetti. In alcuni banche dove sono stato offrono anche il caffè o il te mentre aspetti ma solo nelle ore di punta.
Mentre la gente attende sui divanetti un altra impiegata passa chiedendo a ogni cliente quali sono le sue necessita e fornisce i moduli necessari con relativo campione scritto con dati fasulli per guidarlo nella compilazione.
Il cliente dopo questo iter arriva allo sportello preparato con tutti i moduli compilati e li consegna allo staff che celermente lo soddisfa nelle sue richieste.

Questa e' la situazione all' interno ma le procedure allo sportello sono solo procedure particolari, nuovi conti, cambi o perdite di passcode, mutui, investimenti ecc.
Certo e' possibile anche fare le altre operazioni come bonifici versamenti e prelievi allo sportello ma raramente i giapponesi lo usa per questo fine.
Per queste ultime operazioni ci sono i mitici sportelli automatici.


Gli sportelli automatici sono come i nostri bancomat ma posso fare:
-Prelievi
-Deposito dei soldi
-Bonifici
-Pagamento bollette

Di solito il 99% usa il Bancomat per prelevare i soldi, bene penserete ma se devo prelevare cifre grandi in Italia non posso devo andare allo sportello.
Qui in Giappone invece puoi prelevare i soldi per una macchina in una volta sola (dipende anche dalla banca e dal tipo di carta) io nel mio caso quando ho pagato la macchina 210man yen quindi quasi 16mila euro non sono andato allo sportello ma ho prelevato in due trance successive dal bancomat quindi ho prelevato 150man e poi 60man.

Poi se invece per esempio ricevo dei soldi vado sempre allo stesso bancomat e li infilo nella macchinetta che li conta e li aggiunge al mio conto istantaneamente.

Per i bonifici idem non ho mai compilato un bonifico cartaceo, ho sempre fatto tutto via bancomat e gli indirizzi dei destinatari restano nella memoria a me associata perciò non devo riscrivere tutto ogni volta.
Una vera comodità'.

Inoltre i giapponesi non vanno mai allo sportello per sapere la situazione del conto, tutti abbiamo un tsucyo(un libretto) che possiamo aggiornare direttamente infilandolo nel bancomat, infatti io non ricevo alcun resoconto via posta o internet (anche se via internet potrei controllare il conto) vado a uno dei bancomat della mia banca e aggiorno il Libretto.

Ora il punto più saliente, un italiano media ha un conto massimo due conti correnti perché'?
Semplicemente perché i conti correnti costano un occhio della testa, mi ricordo ancora quando lasciai l' Italia, cancellai le carte di credito e il bancomat ma lasciai il conto aperto con 600 euro dentro.
Tornai dopo due anni e decisi di chiuderlo perché in due anni si erano cucciati 250euro di spese anche se il conto era immobile.
Feci per chiuderlo e mi loro facero aspettare un mese perché bisognava attendere questo periodo nel caso vi fossero stati movimenti di credito all' estero, io obbiettai “ma guardate che le carte le ho cancellate due anni fa come faccio a prelevare all' estero?”
Risposta fu “E' la prassi”. Tornai in Giappone e i miei mi comunicarono che il conto e' stato chiuso e che si erano ciucciati altri 150euro di pratiche di chiusura.
Mai più aprirò un conto in una banca Italia.

In Giappone invece ho 9 conti ora:
-Uno per le emergenze mediche e economiche
-Uno dove mi pagano le spese di viaggio se mi sposto con la ditta
-Uno alle poste che trovo più comode per un vaglia e dove metto il 10% del mio stipendio
-Un conto per le spese future (lavatrice, altra moto....) dove verso mensilmente qualche soldino
-Un conto che uso solo per le spese bollette ecc.
-Un conto per il futuro bambino (scuole, università)
-Un conto per la futura pensione
-Un conto che chiamo dimenticatoio in cui verso annualmente il 5% del mio stipendio (tale conto serve come super conto di emergenza, mi dimentico che esiste e se un giorno ci saranno necessita' sarà il mio paracadute secondario)
-Un conto per una seconda casa o altro (lo chiamo il conto dei sogni)

Mo penserete ma quanti soldi butti in spese?
Ne butto zero, il conto non costa nulla non ci sono spese di mantenimento.
Se uno versa 1000 yen e dopo dieci anni va controllare ci sono ancora 1000 yen.
Gli interessi sono irrisori ma le spese sono nulle e quindi chi se ne frega, in Italia gli interessi sono più alti ma abbiamo delle maxi spese che li annullano completamente e anzi ci fanno calare il conto.

Nel sistema vi e' un solo difetto, il sistema di prelievi.
Se uno a la carta della banca X e vuole prelevare deve farlo solo nella banca X non nella banca Y, insomma non e' come in Italia dove il bancomat funzionano in tutte le banche ma con qualche sovrapprezzo.

Il prelievo può costare 105 yen massimo 200yen se si fa presso la propria banca, se invece si optano per i combini li tutti posso prelevare ma occhio che ci sono altri 200yen di spesa perché il bancomat non e' della banca ma di una ditta di servizi.
Vi e' anche il problema che i bancomat non sono aperti 24 su 24 ma solo fino alle 8 di sera per alcune bance, la mia ha i bancomat 24h ma non tutti sono di questo tipo.
Un ultima cosa sono i costi di prelievo nel mio caso se prelevo dalle 8.30 alle 18.00 non pago se lo faccio oltre questi orari o nel week end pago il prelievo.

Devo dirlo le banche giapponesi sono eccezionali forse solo per questo non potrei tornare in Italia a vivere.
Ma se tornerò userò la banca di mio zio visto che ne ha aperta una............