Nell'attesa che il nostro titolare si affranchi da quella terribile piaga sociale che lo affligge (il lavoro) e ritorni agli usuali ritmi di pubblicazione a cui gentilmente ci ha assuefatti, vi propongo un piccolo post che si propone di dare alcuni dati e qualche spunto per iniziare una discussione.
Iniziamo dunque con i valori assoluti delle morti dovute a suicidio in Giappone ed in Italia, i quali non ci servono per un confronto diretto, ma semplicemente per capire quanto grande è il fenomeno in esame.
Per il Giappone sono disponibili i dati realitivi ai suicidi negli anni che vanno dal 1978 al 2008. Nel grafico in basso l'andamento storico del totale dei suicidi (cliccare sulle immagini per ingrandire).
Il numero di suicidi registrati in giappone dal 1998 in avanti è stabilmente sopra i 30.000 casi all'anno. Quanto all'incidenza per sesso è meglio evidenziata dal secondo grafico.

Per quanto riguarda l'Italia i dati disponibili vanno dal1983 al 2008 e presentano picchi di poco oltre i 4.000 (quattromila) casi.
La relativa ripartizione tra i sessi mostra un 10% di differenza rispetto a quella giapponese con una maggiore presenzza degli uomini tra i suicidi.
Per tenere conto del diverso numero di abitanti di Italia e Giappone occorre rifarsi ai prossimi grafici, che riportano il numero di suicidi ogni 100.000 abitanti e rendono confrontabili i due paesi indipendentemente dalla popolazione. Per dovere di completezza, vi invito a leggere la nota (pallosa) in calce al post sulla base dati utilizzata.
Si vede una differenza notevole tra Giappone e Italia, il rapporto tra i suicidi nei due paesi è dell'ordine di 4 a 1. E' probabile un valore effettivo dei suicidi in Italia superiore a quello registrato dall'Istat (soli dati delle forze dell'ordine), ma dubito che sorpassi i valori della WHO: la sostanza è che il rapporto tra il fenomeno nei due peasi è decisamente diverso.
Il suicidio è un problema serio, ma per il Giappone le proporzioni del fenomeno sono considerevoli tanto che il governo Hatoyama lo ha inserito tra le proprie priorità di intervento sul piano sociale. Vedremo che cosa riusciranno a fare.
Ho aggiunto i due grafici seguenti per meglio chiarire come Italia e Giappone si posizionano nel contesto internazionale. I dati sono relativi ai paesi che hanno aggiornato le statistiche tra il 2005 e il 2007, quindi lo si prenda come un confronto ridotto e non esaustivo.
Per un raffronto sulle principali cause di morte in Giappone si veda invece il seguente grafico:
Intanto la città di Kurihara (prefettura di Miyagi 80.000 abitanti) si è distinta per una iniziativa volta a frenare i suicidi, non solo considerandoli in termini di depressione della persona, ma guardando alle sue cause concrete. Ad esempio si è messa in campo l'elargizione di “prestiti della speranza” a persone in grave crisi finanziaria, permettendogli una ristrutturazione del debito personale, avendo visto che in questa categoria la propensione al suicidio era molto elevata.
Da un tasso di suicidi di 48,6 su 100.000 abitanti nel 2005, la città è passata a 27,5 nel 2007.
Alla prossima.
se hai il coraggio di suicidarti allora vivi!
-- Acronimi --
WHO World Health Organisation – Organizzazione mondiale della sanità
NPA – National Police Agency (Giappone)
-- Nota pallosa in calce al post --
Specifico che non sono un esperto di statistica, mi limito ad analizzare i dati sulla base della mia formazione tecnica e non posso vantare esperienza nel campo. Apro questa parentesi non per “paramento di culo”, bensì per mettere in chiaro che ho utilizzato alcuni dati che sono stati derivati da altri, perchè non disponibili nella forma necessaria al post e mi pare doveroso farlo presente ai lettori. Ad esempio i tassi di suicidio per 100.000 abitanti in Italia nella divisione per genere e nella serie temporale pre-2000 sono stati ricostruiti dai rispettivi valori assoluti e dalle statistiche demografiche annuali.
Se emergessero discrepanze o errori, provvederò a rettificare, tuttavia ho una buona confidenza in quanto ho elaborato.
Ci sono poi delle discrepanze sui dati ISTAT e quelli forniti dalla WHO che ho consultato come controllo incrociato. Per il giappone tali differenze si assestano su un ragionevole 5-6%, mentre sui dati italiani arrivano a superare il 10%. ISTAT si basa (se non ho capito male) sui verbali di polizia e carabinieri e fascicoli aperti dalla magistratura relativi ai casi accertati di suicidio, quanto ai WHO non viene specificato il criterio (e probabilmente si basano su survey differenti). In ogni caso li ho riportati tutti nei grafici anche se quelli del WHO sono meno completi in termini di periodo analizzato.
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おまけ
(angolo bonus per rant, boiate senza senso e pensieri disarticolati vari più o meno in tema col post)
Sulla Yamanote-sen di Tokyo, la JR East ha speso 15 milioni di yen (poco più di 100.000 euro) per installare delle lampade a led blu sulle banchine di attesa. Questo mi pare dalla seconda metà dello scorso anno.

(Foto AP)
La sensazione personale di quando ho letto della cosa era di classificarla a livello dei fiori di Bach, dell'agopuntura o dell'omeopatia (non me ne vogliano i rispettivi sostenitori, ognuno creda in cio che gli pare).
Se qualcuno fosse a conoscenza di studi in merito è pregato di farmeli conoscere, visto che la società dichiara di essere ben conscia che la cosa è compeltamente ascientifica (quindi ammette pubblicamente che sta buttando soldi o li sta regalando alla ditta che vende/installa le suddette lampade, ma questo e un altro discorso) e si giustifica con una sorta di “perchè non provarci se può aiutare a salvare qualche vita”: la retorica dei gonzi.
A questo punto varrebbe la pena di provare a cospargere i binari con le interiora di pollo o col talco mentolato, in fondo potrebbe pure funzionare.....
Da un certo punto di vista, le "barriere antisuicidio" sulle banchine delle stazioni sono più logiche, almeno dal punto di vista delle società ferroviarie (danni economici causati dai suicidi tentati e riusciti con interruzione del servizio etc..), visto che queste ultime non hanno certo l'obbligo di attuare politiche sociali di prevenzione e salute mentale.Già che ci siamo potremmo anche proporre di rivestire tutti gli spigoli di gommapiuma....
(Foto mamoru – le imbottiture già le fanno....dannata JR East!)









