Vista la natura del post si rendono necessarie alcune premesse:
questo è il primo di una possibile serie scritta da più mani (alcune note altre no), con il riadattamento di mamoru per rendere il tutto più o meno coerente (lol)
- le opinioni personali sono evidenziate per distinguerle dai fatti
- si prega di astenersi dallo scrivere commenti solo per esprimere il proprio disappunto e/o indignazione: argomentare e portare il proprio contributo aiuta il dialogo e permette la crescita di tutti, definirsi semplicemente oltraggiati non porta da nessuna parte.
- per meglio comprendere alcuni passaggi riferirsi alle note numerate e agli acronimi in calce all'articolo
- il post ha una probabilità del 75% di essere una palla
Questo post prende spunto dal dibattito parlamentare del giugno-luglio 2009 sulla possibile revisione della legge giapponese sulla pornografia e prostituzione minorile1.
Le leggi nazionali applicabili allo sfruttamento sessuale dei minori in Giappone sono sostanzialmente tre:
La legge sulla pornografia e prostituzione minorile
Il codice penale
La legge sul benessere dell'infanzia
La prima legge si applica a casi che coinvolgono minori di 18 anni2 e vieta:
la prostituzione minorile (diretta, intermediata o istigata)
la produzione e la distribuzione di pornografia minorile
Secondo la legge nipponica, per pornografia minorile si intende una qualunque delle seguenti tipologie di fotografie o contenuto di altri mezzi di registrazione (digitali etc..):
Ogni posa di un minore coinvolto in rapporti sessuali o in una condotta assimilabile a rapporto sessuale;
Ogni posa di un minore che abbia i propri genitali toccati da un'altra persona o di un minore che tocchi i genitali di un'altra persona, che implichi eccitazione o stimolazione del desiderio sessuale in chi vede.
Ogni posa di un minore in completa o parziale nudità, che implichi eccitazione o stimolazione del desiderio sessuale in chi vede.
Attualmente la legge non proibisce, né punisce, la detenzione personale del materiale di cui ai tre punti sopra descritti, a meno che questa non sia finalizzata alla pubblicazione (o distribuzione). Tale condotta viene punita con una ammenda massima di 3.000.000 di yen (20.000 euro circa) oppure 3 anni di reclusione con lavori forzati.
L'interpretazione possibile di questa esenzione, o vuoto legislativo, potrebbe esserci data dall'articolo 3: “nell'applicazione di questa legge devono essere presi provvedimenti affinchè non si violino impropriamente i diritti dei cittadini” (i cittadini, commossi, ringraziano nda) . Probabilmente l'intento era quello di evitare ingerenze nella vita dei cittadini, dando alla polizia un ulteriore motivo per fermi e confessioni estorte. Infatti le definizioni vaghe e generiche implicano che la discrezionalità dell'accusa possano essere estremamente alte, nonchè la paura di replicare le esperienze di altri paesi, nei quali (complice anche una certa isteria di massa Nda) si è arrivati ad applicare le leggi contro la pornografia minorile anche alle foto fatte dai genitori ai propri figli, con risultati (al limite del ridicolo) che prevaricano lo scopo della tutela dei minori3.
Per i reati connessi alla prostituzione le pene previste possono arrivare a 10.000.000 di yen e 7 anni di carcerazione.
Tornando al dibattito parlamentare del giugno scorso4, la ex compagine governativa formata da LDP e New Komeito proponeva la revisione della legge sulla pornografia e prostituzione minorile al fine di trasformare il possesso semplice in reato e andando poi a normare le opere di finzione (lbri, manga, anime, videogiochi etc.), aprendo così all'introduzione del reato di pornografia minorile virtuale.
Il DPJ e SDP si opposero alla proposta di revisione della legge.
Questa, a opinione di chi scrive, è cosa abbastanza strana, almeno vista nell'ottica dell'estrema impopolarità dell'argomento in occidente e per l'estrema facilità con la quale si potrebbe raccogliere consenso per far passare “leggi bipartisan” estremamente restrittive delle libertà personali invocando quale giustificazione il bene dei minori.
Tuttavia è bene evidenziare che anche il DPJ proponeva limitazioni sull'uso personale e quindi una maggiore restrizione del testo di legge del 1999, ma con dei distinguo, indicando il profitto e la reiterazione continuativa del reato ed escludendo opere con valore artistico o di mera finzione.
Come esposto in precedenza non esiste un'unica fonte legislativa per la tutela dei minori, ma troviamo un appoggio anche nel codice penale giapponese, da cui riportiamo alcune tipologie di crimine:
indecenza Semi-violenta: atti indecenti perpretati contro maschi o femmine approfittando o causando lo stato di incoscienza o l'incapacità di resistere della vittima (carcere da 6 mesi fino a 10 anni)
Indecenza violenta: atti indecenti perpretati contro maschi o femmine con l'uso della forza o l'intimidazione (carcere da 6 mesi fino a 10 anni).
Indecenza: atti indecenti perpretati contro maschi o femmine (carcere da 6 mesi fino a 10 anni).
Semi-stupro: rapporti sessuali perpretati contro femmine di età superiore a 13 anni approfittando o causando lo stato di incoscienza o l'incapacità di resistere della vittima (carcere da 6 mesi fino a 10 anni).
Stupro: rapporti sessuali imposti con la forza a femmine di età superiore a 13 anni di età o consumati con femmine di età inferiore a 13 anni (carcere da un minimo di 3 anni).
Il codice penale prevede inoltre la perseguibilità del cittadino giapponese che commetta all'estero un reato rientrante nelle categorie viste in precedenza. Dal 1999 tale regola si estende anche ai reati di pornografia e prostituzione minorile.
Facciamo notare un paio di cose:
i maschietti paiono immuni dallo stupro
I suddetti crimini sono peseguibili solo dietro denuncia , tranne per gli atti di indecenza commessi da due o più persone.
A livello di legislazione nazionale i rapporti sessuali con minori da 13 a 18 anni consenzienti (o quantomeno non violenti) non sono classificati come reato.
Tuttavia questa ultima affermazione è, a parer mio, il punto su cui si basa chi dice che l'età del consenso in giappone sia di 13 anni. Ci sarebbe poi da chiedersi perchè esistano delle specificazioni così spinte nella legge nipponica, soprattutto se la loro genesi sia stata costruita ad personam o, più banalmente, ad minchiam (scusate il latinismo), ma questa è un'altra storia... vedremo in altri post (se ce ne sarà l'opportunità) che anche in Giappone la legge non è uguale per tutti, si presta a molteplici interpretazioini e l'enforcing può essere discrezionale: la sopportazione composta e l'ordine apparente sono una cosa, mentre l'efficacia delle leggi è un'altra, ma questo è argomento per altri post.
Tornando al punto le cose sono un poco più complesse.
Infatti abbiamo anche la legge sul benessere dell'infanzia5 del secondo dopoguerra: alla base di questa norma si enuncia il concetto che i governi (nazionale e locali) e tutti i cittadini devono contribuire alla crescita dei bambini in buona salute (fisica e mentale).
Questa legge (nella sezione “regolamentazioni varie”) impone una serie di divieti e limitazioni all'impiego dei minori in determinate attività o pratiche quali:
divieto di fare di un bambino deforme o con disabilita uno spettacolo pubblico;
divieto di sfruttamento per accattonaggio;
sotto i 15 anni: performance quali acrobazie, spettacoli di canto, ballo o altro a fine di lucro per strada o porta a porta. Per tali attività si include anche la vendita, la distribuzione o la raccolta di articoli in fascia oraria 10pm–3am o in locali legati al business dell'intrattenimento o al sesso. O ancora come intrattenitore a feste in presenza di alcolici.
E, delucis in fundo, vieta di far fare atti osceni al minore.
Anche qui la vaghezza della legge è dovuta ad un concetto di morale che, per definizione, è fluido e varia con il tempo ed il contesto sociale, pertanto altamente discrezionale: cosa volesse dire lo sapeva soltanto il legislatore.
C'è da aggiungere alla suddetta legge una pletora di ordinanze prefetturali che regolametano più in dettaglio queste situazioni, nonostante la loro impostazione sia molto simile ci potrebbero essere difformità sul territorio nazionale giapponese, nonché una serie di distinguo sulla terminologia utilizzata. Ed in Giappone l'utilizzo di un kanji al posto di un altro rischia di stravolgere l'interpretazione di un termine e quindi di una norma (può capitare che norme sullo stesso argomento scritte da prefetture differenti scrivano lo stesso kanji solo come fonetica, con possibili ambiguità). Inoltre non avendo il tempo (né la voglia, sono onesto Nda) di controllare le ordinanze di tutte le prefetture giapponesi, ne sono state prese solo alcune tanto per dare l'idea della normazione a livello decentrato. Quindi potrebbe darsi che, effettivamente, vi siano prefetture giapponesi in cui l'età del consenso possa essere inferiore a 18 anni.
Tuttavia l'orientamento giurisprudenziale pare considerare i 18 anni quale età legale e ciò sembra escludere questa ipotesi.
Le norme prefetturali, ad un primo esame, paiono rispecchiare la legge sul benessere dell'infanzia. Ne mantengono l'impostazione di base, ma vanno a normare più approfonditamente le parti inerenti la vendita di oggetti osceni in luoghi pubblici (vending machine incluse), il contenuto di pubblicazioni o l'attività lavorativa dei minori (fascie orarie e tipologia di impieghi vietati come accennato in precedenza). Questo pare il senso di tali leggi, quali "Ordinanza concernente la pulizia dell'ambiente per la sicurezza dei giovani" o "Ordinanza concernente la pulizia dell'ambiente (sociale) per la promozione della salute giovanile"6.
Tuttavia la vaghezza delle ordinanze locali è quasi pari a quella nazionale: nessuno può commettere atti sessuali indecenti, tenere una condotta indecente, far commettere atti indecenti od insegnarli a/con un minore. Il che, dal punto di vista della formulazione, mi pare contrastare con il successivo e per nulla ambiguo divieto di fare tatuaggi ai minori....
Ricordiamo che la maggiore età si raggiunge, in Giappone, al compimento dei 20 anni il che implica la possibilità di votare, acquistare tabacco e alcolici legalmente. A 18 anni viene concessa la possibilità di prendere la patente di guida per l'automobile e di acquistare materiale pornografico che soddisfi i requisiti censori del codice penale, infatti l'art.175 stabilisce le sanzioni per la distribuzione, la vendita o l'esposizione in pubblico di documenti, disegni o altri oggetti osceni (giusto per non sbagliare Nda), nonchè il possesso per le suddette finalità: fino a 2 anni di galera e fino a 2,500,000 yen di sanzione.
Tenete a mente questo quadro generale, poichè nei successivi post probabilmente vi verranno un pò di dubbi sul cortocircuito tra il sistema legale, apparentemente rigoroso (per non dire draconiano), e la realtà dei fatti.
つづく。
--おまけ--
(altrimenti pare una palla di paper universitario più che un post di un blog)
Qui sopra esempio di oggetto:
non osceno
- non esposto in pubblico7
- non in vendita8
Perfettamente adeguato alla severa legislazione locale.
(......maledetti otaku-gaijin !!)
Revisioni:
十月一日: corretto refuso (hat tip to esiliogiapponese)
十月八日: aggiunte le pene per stupro e semi-stupro.
Note numerate e acronimi in calce al post --------------------------------------------------------------------------------------------------
[1] 児童ポルノ処罰法立法過程 - Law for Punishing Acts Related to Child Prostitution and Child Pornography, and for Protecting Children" del 5 Maggio 1999.
[2] definizione legale di bambino (児童 giovane, bambino ) secondo le premesse della suddetta legge. Per meglio chiarire alcuni passaggi, nel presente post e nei successivi viene impiegato il termine “minore” quando l'accezione e' piu' generale, “bambino” quando si parla di pre adolescenti. Nelle ordinanze prefetturali si parla di 青少年 in maniera equivalente.
[3] A titolo di esempio http://www.dallasobserver.com/2003-04-17/news/1-hour-arrest madre denunciata per le fotografie che ritraevano i propri figli e portata in giudizio per una foto di allattamento al seno. Vedi anche http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/8240989.stm
[4] Per chi volesse rivedere tutta la seduta (6 ore - giapponese) http://www.shugiintv.go.jp/jp/video_lib3.php?deli_id=39900&media_type=wb - Alcuni passaggi NON VERIFICATI e tradotti liberamente in inglese da http://zepy.momotato.com/2009/06/27/summary-of-26th-june-conference/
[5] 児童福祉法 Child Welfare Act del 12 dicembre 1947
[6] Prefettura di Yamanashi 青少年保護育成のための環境浄化に関する条例 2 aprile 1984 Art.13. Prefettura di Iwate 青少年健全育成条例施行規則 21 Dicembre 1980 Art.18
[7] Wonder Festival 夏 2006 - Tokyo Big Sight - 39,000 visitatori nessun limite di età
[8] Infatti a 15,000 yen è andato sold out come da cartello
Acronimi:
LDP -- Partito Liberal democratico , la formazione politica di Taro Aso
DPJ -- Partito democratico Giapponese, la principale forza di opposizione
dal dopoguerra
New Komeito -- espressione politica di Soka Gakkai storico alleato del LDP
SDP- Partito social democratico altra forza dell'opposizione storica








































