IL SITO DELL'AMBASCIATA GIAPPONESE IN ROMA http://www.it.emb-japan.go.jp/ DOVE SONO SPIEGATE LE MODALITA' PER DONARE DENARO A FAVORE DELLA CROCE ROSSA JP E DELLA POPOLAZIONE COLPITA.
Donazioni via Web http://www.google.co.jp/intl/en/crisisresponse/japanquake2011.html
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La situazione alla centrale di Fukushima e' in evoluzione continua.
Su segnalazione del nostro amico Mu ho pensato quindi di linkare questo sito (unico-lab) che sta facendo un ottimo lavoro di live blogging in lingua italiana ed ha il vantaggio di essere scritto da un fisico che di radiazioni e isotopi ci capisce.
Il post con le mappe di dose aggiornate aperiodicamente nel mio (ormai nullo) tempo libero, lo trovate in questo post.
PS: Luca necessita di aiuto per traslocare a Tokyo dal Kansai.
Poiche' il blog e' il suo e io sono solo un (ingombrante) ospite, mi sembra il caso di mettere qui questa nota nella speranza che qualche anima pia possa aiutarlo. Dategli una mano che se lo merita!
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Hostiamo qui alcune domande girate all'Ing. Ruffatti ed elaborate dagli amici di unico-lab.
Tra le domande inviate originalmente, l'ingegnere ha risposto a quelle che ha valutato essere attinenti alla proprio ambito professionale e di seguito le riportiamo.
Ringraziamo l'ingegnere per il contributo che sta dando alla discussione.
Come gia' piu' volte specificato, quelle che seguono sono delle supposizioni, in quanto nessuno degli scriventi ha conoscenza diretta della centrale di Fukushima, ma ci si rifa' a tecnologie similari e all'esperienza professionale per potere formulare delle ipotesi su quanto sta accadendo od e' accaduto.
Nota legale:
Le affermazioni riportate in seguito sono la fedele riproduzione di corrispondenza privata rilasciata con il consenso scritto delle parti coinvolte. Potrebbero esserci future ulteriori aggiunte su richiesta dell'intervistato.
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Parliamo dell'acqua contaminata trovata nelle cantine dei locali turbine e in alcune gallerie tecniche. L'alto livello di radioattività, addirittura superiore al Sv/h nel caso del reattore 2, ha spinto la TEPCO a non escludere la possibilità che sia stata in contatto diretto con il combustibile nucleare. Da dove crede che arrivi quest'acqua? Ritiene plausibile che l'esplosione al reattore 2, che non ha provocato la distruzione dell'edificio esterno come negli altri casi, possa aver danneggiato la vasca di soppressione sotto il nocciolo e permesso la fuoriuscita di quest'acqua? Come valuta quest'ipotesi alla luce del fatto che secondo gli ultimi dati NISA, la misura della pressione alla vasca di soppressione è al limite inferiore dello strumento e, inoltre, secondo quanto riportato da IAEA la pressione del drywell è a livello atmosferico?
[...] come lei ha giustamente sottolineato le mie risposte non possono coprire tutte le domande (lei sa che non sono un fisico nucleare) e quindi mi limiterò a cose che conosco davvero ma penso di poter essere di aiuto a capire la genesi dell'acqua contaminata che sta girando a livello di sala macchine e al livello del condensatore delle turbine e/o degli scambiatori di calore di Bassa Pressione e nelle "cantine" sotterranee (si tratta del livello -12m dove sono alloggiati molti dei sotto servizi e grande parte del “Ciclo” cioè , ad esempio le pompe di aspirazione del condensato e dei suddetti scambiatori di Bassa Pressione; di questi ultimi a Caorso ce ne sono 21: sono dei componenti lunghi 12 metri e diametro 1,5 metri. In sostanza l'acqua contaminata può essere il vapore sviluppatosi dentro al vessel quando si è fuso il nucleo e poi sia passato nella suppression pool toroidale (il reattore 2 è un Mark 1); per gli altri reattori che sono esplosi è molto probabile che il nucleo si sia fuso, anzi io ne sono certo, e la riprova è il fatto che l’idrogeno si sviluppa, in dosi massicce, tali da far esplodere tutto, solo dalla ossidazione dei tubi che contengono i pellet di uranio arricchito (circa a 1000°C)
Un’altra ipotesi, è quella che dice lei e cioè che gli operatori abbiano attuato immediatamente la manovra di scram, inviando subito il vapore dal vessel alla suppression pool toroidale e che questa manovra abbia danneggiato comunque la suppression pool che ha riversato tutto il suo contenuto attraverso i cunicoli per i cavi e altri comandi idraulici/meccanici al livello -12.
Dalle foto, si evidenzia che le esplosioni non hanno interessato le sale macchine. L’esplosione del idrogeno può aver creato una forte sovra pressione dentro alla vasca toroidale, facendolo fessurare , Il vapore (fortemente radioattivo (altro che acqua debolmente radioattiva come dice la TEPCO) si è condensato ed ha cominciato a scorrere sui pavimenti dei diversi livelli, allagando le gallerie cavi, la zona del condensatore .
Questa ipotesi mi sembra la più probabile visto la quantità di quest'acqua compatibile con il contenuto dei tori delle tre centrali che hanno subito lo scoppio, ma è anche plausibile che si tratti di condensato di tutta la linea vapore principale fino al condensatore e della relativa linea di alimento con i relativi scambiatori di bassa che contengono una quantità che non conosco. I tecnici della Tepco conoscono questo valore benissimo, tanto che avevano dato la notizia di aver cominciato a costruire una vasca temporanea di 6.000 m3, ma poi hanno capito che almeno tre dei tori si sono fessurati (gruppi 1,3 e 4) e, per non lasciarla allagare tutta l'area di centrale (ricordate i due operai portati via nascosti da un telone blu con vistose fasciature ai piedi per le severe ustioni riportate?) hanno deciso di buttare tutto a mare (secondo me il tombino crepato è una foglia di fico, su cui farci discutere, per nascondere il vero problema) ,!.
Si parla di un sarcofago, di "entombment" sotto mura di calcestruzzo. Ieri* è cominciata la sperimentazione di una resina sintetica indurente per trattenere i contaminanti sparsi nel territorio della centrale. Quali sono, secondo lei, i pro e i contro di queste soluzioni "sarcofago"?
L'ipotesi di fare un sarcofago il cemento armato per ognuna delle 4 unità , mi pare una soluzione che ad oggi solo chi sta lavorando li dentro può confermare se possibile o meno e cioè se il recupero delle barre fuse interno alle refueling pools risulta impossibile (temo che le barre di combustibile esausto fossero davvero presenti in tutti i 4 gruppi) e se il reattore 4 avesse avuto davvero il vessel aperto durante le operazioni di refueling,
La costruzione del sarcofago farebbe comunque la fine di quello di Chernobyl (il cemento si cuoce e si sgretola essendoci almeno 150 tonnellate di combustibile nel gruppo 4 (ipotesi di vessel aperto) e almeno un terzo (20-50 t.) per ciascuno degli altri 3 gruppi delle barre esauste nella refueling pool.
E la ricostruzione di questi sarcofagi può andare avanti così per periodiche ricostruzioni (mi sembra che Chernobyl sia al secondo rifacimento, se la memoria non mi fallisce).
La gente ha particolarmente paura di due cose: la fusione del nucleo e il plutonio. Secondo lei quali sono le possibilità che il contenimento dei reattori sia sufficiente per contenere l'intero nucleo fuso e quali sarebbero le conseguenze di una tale situazione? E se il contenimento non reggesse? Per quanto riguarda il plutonio, questo a differenza di iodio e cesio, è un radionuclide molto poco volatile. La gente però si immagina plutonio volare ovunque, come valuta questa eventualità?
La risposta semplice è questa:
esiste solo l’esperienza di Three miles Island: lì il contenimento sta reggendo, anche se mi risulta che il vessel sia raffreddato con opportuna circolazione dell’acqua della suppression pool, allora non danneggiata da scoppi. Qui non c’è più possibilità di accedere alla zona della camera toroidale senza pericolo e,soprattutto non sono in grado di ripristinare il sistema di raffreddamento
Se il vessel non tenesse: quel che succederebbe lo sa Dio, perchè non c'è esperienza. Si può ipotizzare quello che succederebbe , se il nucleo fuso, passando nei tubi di sfiato e nei condotti dei sistemi di azionamento delle crociere che moderavano la reazione passasse prima nel drywell e poi, se non si riuscisse ad allagare anche quello, passasse nella suppression pool, che è li apposta. Il combustibile fuso verrebbe a contatto con il MAT (la piattaforma di cemento armato dello spessore di 2,5 m su cui poggia tutta la centrale). Però a questo punto non azzarderei alcuna ipotesi dato che sarebbe la prima volta al mondo: so solo che una quantità di 100-150 tonnellate di massa fusa, per le prossime migliaiai di anni a contatto con il cemento (o con il liner dell’edificio che è di lamiera sottile) potrebbe a lungo andare danneggiare tutta la struttura: noi nel frattempo saremmo morti da qualche decina di generazioni e lascieremmo la rogna ai posteri..
Che i nuclei siano fusi almeno parzialmente nei gruppi 1,3 e 4 è certo (come già detto, viste le esplosioni di idrogeno) ,ma è bene che non si sappia in giro…. (i “pompieri” come il Premier e i Tecnici della Tepco sono molto avari di notizie. C’è un rapporto AREVA che dice appunto che la comunicazione di Tepco è insufficiente e lacunosa)
La paura degli abitanti del plutonio che gira dappertutto è fondata solo se le esplosioni hanno fatto uscire all’aperto le barre contenute nelle refueling pools.
Anche se si sono fuse per mancanza d’acqua è difficile che siano volate come a Chernobyl, avendo lì come propellente la grafite. Le uniche sostanze radioattive che sono volate con l’idrogeno sono quelle gassose (iodio e cesio 134 e 137, mi pare) .Bisogna vedere cosa faranno Quelli della TEPCO per bloccare questa possibilità i perdita delle parti non volatili delle barre fuse anche se remota: l’unica cosa utile è quella di raffreddare, ma purtroppo all’interno dei vessels con le vasche toroidali danneggiate (è solo una mia ipotesi) c’è ben poco da fare; per le barre fuse nelle refueling pools c’è ancora meno da fare dato che se le piscine sono fessurate è pericoloso buttare acqua, che andrebbe ad alimentare quell’acqua contaminata che gira per tutta la centrale.
* le domande sono state inoltrate il giorno 02/04/2011 (NdA)
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